{"id":763,"date":"2015-08-17T08:54:52","date_gmt":"2015-08-17T06:54:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=763"},"modified":"2015-08-17T08:54:52","modified_gmt":"2015-08-17T06:54:52","slug":"alberto-garcia-alix-tra-porneia-e-io-invadente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/08\/17\/alberto-garcia-alix-tra-porneia-e-io-invadente\/","title":{"rendered":"ALBERTO GARCIA ALIX: TRA PORNEIA E IO INVADENTE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"772\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/08\/17\/alberto-garcia-alix-tra-porneia-e-io-invadente\/alix_06\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?fit=800%2C800&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"800,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"alix_06\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?fit=800%2C800&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-772\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?resize=300%2C300\" alt=\"alix_06\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?resize=260%2C260&amp;ssl=1 260w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?resize=100%2C100&amp;ssl=1 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_06.jpg?resize=60%2C60&amp;ssl=1 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Si tratta di un autore problematico, mi rendo conto della delicatezza e della \u201cscabrosit\u00e0\u201d che potrebbe suscitare, ma, secondo me, nel panorama variegato degli autori\u00a0interessanti, Alix va, a mio parere, annoverato tra i pi\u00f9 geniali e controversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alberto Garcia Alix \u00e8 un fotografo spagnolo, tuttora vivente, nato il 22 febbraio 1956 a Le\u00f5n, le cui opere si trovano esposte nei musei pi\u00f9 importanti di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha vissuto in prima persona tutto il periodo della dittatura franchista e poi la sua caduta, con la nascita della democrazia e della liberalizzazione del pensiero e dei costumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la sua formazione di fotografo ha frequentato la facolt\u00e0 di scienze dell\u2019informazione, con specifico indirizzo sull\u2019immagine e iniziato la sua carriera di fotografo pubblicando alcune sue immagini sulla rivista Star.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1981 scopre la fotografia americana e, in particolare, rimane profondamente colpito da autori come Diane Arbus, Danny Lions e Walker Evans, che lasciano in lui un\u2019impronta indelebile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua produzione fotografia pressoch\u00e9 tutta in analogico, \u00e8 rivolta per lo pi\u00f9 al ritratto in BN. Egli si schiera verso una ricerca continua nel mondo del disagio e di quello che i benpensanti chiamano \u201cMarginalit\u00e0 sociale\u201d, vivendo in prima persona le esperienze della droga e della vita \u201cspericolata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue fotografie, crude, esibite senza imbarazzo, ci narrano di un mondo popolato da sesso, droga, omosessualit\u00e0 e deformit\u00e0 fisiche, mostrandoci corpi per lo pi\u00f9 nudi, che sfiorano il pornografico senza tuttavia mai arrivarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tatuaggio, di cui egli stesso si ricopre generosamente, \u00e8 un elemento ricorrente delle sue fotografie, cos\u00ec come l\u2019autoritratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito del significato di questa sua ricerca ossessiva della marginalit\u00e0 e del ricoprire il corpo con i tatuaggi, faccio mie le considerazioni di Massimo Recalcati, nel suo libro \u201cL\u2019uomo senza inconscio\u201d, dove parlando dell\u2019anoressia, ma il tutto lo possiamo traslare al nostro caso, scrive:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cNella clinica contemporanea il rifiuto isterico del corpo sembra radicalizzarsi torcendosi contro se stesso; diventando rifiuto del corpo nelle forme estreme di una sua degradazione distruttiva, di un vero e proprio attacco al corpo. Il corpo martoriato dell&#8217;anoressica, marchiato da piercing e tatuaggi, ricoperto da tagli reali (come nelle esperienze estreme dei cutters), mascolinizzato nell&#8217;attivit\u00e0 frenetica ed estenuante dell&#8217;esercizio fisico o esibito senza veli nella sua mostrazione pornografica, ridotto a oggetto di sevizie e di attivit\u00e0 masochistiche pi\u00f9 varie, trasfigurato dall&#8217;uso sempre pi\u00f9 illimitato e perverso della chirurgia estetica, sconvolto dalla chimica anestetizzante e ipereccitante delle nuove droghe, schiacciato dal consumo compulsivo, bulimizzato, obesizzato, attraversato da continue somatizzazioni, esposto a pratiche pulsionali devastanti e suicidane, costantemente angosciato dalla &#8220;mancanza della mancanza&#8221;, dall&#8217;eccesso di godimento, sono configurazioni del corpo nello spazio dell&#8217;ipermodernit\u00e0 che evidenziano il narcisismo nichilistico che lo avvolge. Sono, cio\u00e8, configurazioni del &#8220;rifiuto del corpo&#8221; nell&#8217;epoca della crisi del simbolico e del trionfo dell&#8217;oggetto reale di godimento.segnando le esperienze, fermandole nella memoria come del tutto particolari e sottraendole alla banalit\u00e0 delle altre esperienze quotidiane.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tatuaggio assume in lui, a mio parere, oltre che un significato di appartenenza a un mondo \u201cdiverso\u201d, anche una sorta di ostentazione del proprio Io, misto, paradossalmente, \u00a0a un che d\u2019insicurezza interiore che, in fondo, estrinseca una sua fragilit\u00e0 emotiva. Fragilit\u00e0 che si rende manifesta anche con utilizzo delle droghe (ammesso senza reticenze da lui stesso), verosimilmente vissuto sia come mezzo d\u2019ispirazione artistica, sia come un suo totale coinvolgimento all\u2019interno di un mondo ai margini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo modo di riprendere i soggetti, senza intermediazioni di alcun genere, senza compromessi moraleggianti, ricorda molto Nan Goldin, e qui di seguito vi propongo alcuni esempi:<\/p>\n<style>      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .image_browser_images_conteiner_0 * {        -moz-box-sizing: border-box;        box-sizing: border-box;      }      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .image_browser_images_conteiner_0{\t\t\t\tbackground-color: rgba(245, 245, 245, 0.90);\t\t\t\ttext-align: center;\t\t\t\twidth: 100%;\t\t\t\tborder-style: none;\t\t\t\tborder-width: 2px;\t\t\t\tborder-color: #F7F7F7;\t\t\t\tpadding: 4px;\t\t\t\tborder-radius: 0;\t\t\t\tposition:relative;      }      #bwg_container1_0 #bwg_container2_0 .image_browser_images_0 {\t\t\t\tdisplay: inline-block;\t\t\t\t-moz-box-sizing: border-box;\t\t\t\tbox-sizing: border-box;\t\t\t\tfont-size: 0;\t\t\t\ttext-align: center;\t\t\t\tmax-width: 100%;\t\t\t\twidth: 800px; 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La nostra, forse un po\u2019 bigotta e che preferisce eludere i problemi, o quella di Garcia, che ci pone di fronte a situazioni limite, ma reali, a un quotidiano fatto di sconfitte, degrado e abbrutimento. I suoi soggetti, come lui stesso, vivono l\u2019abuso della droga, la libert\u00e0 sessuale e il disinteresse per il domani. Egli ci propone l&#8217;antitesi del nostro mondo, ma il nostro mondo \u00e8 quello giusto? Forse \u00e8 solo quello che, ipocritamente, ci fa comodo e che talora rinneghiamo nel nostro privato pi\u00f9 segreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambiguo, come diversit\u00e0 interferente con la tassonomia della nostra quotidianit\u00e0: bene e male, bello e brutto, morale e amorale divengono termini senza senso. Tutto si mescola, tutto diviene, appunto, ambiguo, tutto si perde in quella penombra dell\u2019anima, tanto che non ci consente pi\u00f9 di distinguere tra le nostre certezze emotive e la crudezza di un mondo che ci appare estraneo, ma che tuttavia \u00e8 terribilmente reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la deformit\u00e0, come in Francis, \u00e8 assunta, se non a un \u201cbello\u201d, quanto meno a una qualit\u00e0 necessaria al mondo di Alberto, quando riprende i temi della Arbus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza cos\u00ec pressante dell\u2019autoritratto, Garcia la giustifica con il fatto che all\u2019inizio non aveva il denaro per pagarsi dei o delle modelli\/e. Tuttavia la presenza cos\u00ec intrusiva nei suoi lavori, mi spinge a pensare che vi siano anche ulteriori motivazioni pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto cerchiamo di comprendere l\u2019essenza dell\u2019autoritratto nei suoi risvolti psicodinamici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In prima battuta mi viene in mente di accomunare l\u2019autoritratto a uno specchio. Lo specchio, in campo psicoanalitico, ha un significato preciso: \u00e8 un mezzo attraverso il quale il bambino procede verso la maturazione del suo IO, acquisendo la capacit\u00e0 di simbolizzare e di acquisire la coscienza di s\u00e9 come entit\u00e0 autonoma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel bimbo, soprattutto nei primi sei mesi, lo specchio \u00e8 il volto della madre, con la quale egli si identifica. Se il rapporto con lei subisce storture traumatiche, anche il successivo rapporto con la propria immagine e il proprio IO diviene un\u2019esperienza di tipo \u201cUnheimlich\u201d, cio\u00e8 perturbante e lo specchio \u2013e quindi l\u2019autoritratto- assume l\u2019ambiguo valore di una confessione e di un\u2019accusa alla societ\u00e0: \u201cSono solo, cos\u00ec solo che non mi resta che produrre un mio autoritratto\u201d. In questo mi ricorda l\u2019autoritratto di Egon Schiele \u201cMasturbazione\u201d, in cui l\u2019artista si ritrae nell\u2019atto di masturbarsi davanti allo specchio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_07.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-imagelightbox=\"0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"773\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/08\/17\/alberto-garcia-alix-tra-porneia-e-io-invadente\/alix_07\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_07.jpg?fit=466%2C800&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"466,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"alix_07\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_07.jpg?fit=175%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_07.jpg?fit=466%2C800&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-773\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_07.jpg?resize=175%2C300\" alt=\"alix_07\" width=\"175\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_07.jpg?resize=175%2C300&amp;ssl=1 175w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_07.jpg?w=466&amp;ssl=1 466w\" sizes=\"auto, (max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><br \/>\n<\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">Atto attraverso il quale l\u2019autore denuncia il grido strozzato di una solitudine senza speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un certo senso lo specchio, o nel nostro caso l\u2019autoritratto, diviene uno strumento ambivalente: se da un lato \u00e8 di rassicurazione, per questi soggetti fragili che manifestano problemi d\u2019identit\u00e0, inoltre li rassicura della loro esistenza al mondo. Dall\u2019altro si materializza il concetto freudiano di \u201cperturbante\u201d, cio\u00e8 di qualcosa che \u00e8 stato un tempo familiare e rassicurante, che per\u00f2 \u00e8 divenuto inconscio per rimozione e che, in un secondo tempo, per un meccanismo d\u2019inversione, da familiare e rassicurante, riaffiora dall\u2019inconscio come estraneo e minaccioso: perturbante, appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019autoritratto possiamo leggervi anche un fondo di narcisismo, come cito da \u201cLo specchio dell\u2019IO\u201d di Stefano Ferrari [Editori Laterza]:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cL&#8217;apparecchio fotografico, anzich\u00e9 indurre i soggetti a mettere allo scoperto la propria personalit\u00e0, sembra eccitare in loro, al contrario, l&#8217;impulso a nascondersi, a travestirsi, a deidentificarsi. Il modello, anzich\u00e9 cercare di definire la propria rassomiglianza, cerca di assomigliare a qualcun altro.&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che la sua intima insicurezza (intesa come timore di non capire\/amare il proprio corpo), il desiderio di renderci partecipi in prima persona del suo mondo \u201cai margini\u201d e la necessit\u00e0 di mostrarsi in situazioni oltre il limite, siano le molle che lo abbiano spinto \u2013 e che tuttora intervengano \u2013 a fare dell\u2019autoritratto una modalit\u00e0 di comunicazione per lui fondamentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia notiamo come nella fotografia che lo ritrae nell\u2019atto di urinare, egli si mette una maschera, rifiuta di toccare il fondo, non vuole riconoscersi in un atto cos\u00ec basso e umiliante, che egli stesso, probabilmente, sente troppo oltre le righe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto di lui \u00e8 spiegato anche in queste interviste:<\/p>\n<table style=\"height: 310px; cellspacing: 40px align: center;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"height: 300px; background-color: #d8f0ec; text-align: center; vertical-align: middle;\"><a class=\"video-lightbox\" href=\"http:\/\/www.fotocultura.eu\/video\/Alix_1.mp4\" title=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"782\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/08\/17\/alberto-garcia-alix-tra-porneia-e-io-invadente\/video1\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/video1.jpg?fit=800%2C498&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"800,498\" data-comments-opened=\"1\" 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data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"774\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/08\/17\/alberto-garcia-alix-tra-porneia-e-io-invadente\/alix_08\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_08.jpg?fit=787%2C800&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"787,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"alix_08\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" 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contenuto non certamente puramente indicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il braccio, che appartiene ad Alberto, fa rientrare la fotografia, in fondo, nell\u2019ambito dell\u2019autoritratto, ma non di un autoritratto fisico, bens\u00ec dei sentimenti intimi, della libera espressione del proprio Io, del personale sentire l\u2019affettivit\u00e0 e l\u2019amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa immagine, secondo me, abbiamo quattro elementi cardine per individuare la corretta chiave di lettura: l\u2019avambraccio tatuato, il dito indice, il preservativo e il nodo al preservativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo avambraccio, con la mano sono gli elementi pi\u00f9 intrusivi del fotogramma; essi occupano lo spazio pi\u00f9 incombente e sono quasi invadenti, deponendo per un desiderio di protagonismo e di esibizionismo oltre le righe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tatuaggi, dal disegno goticheggiante, trasmettono un messaggio diretto e inquietante, di appartenenza a un mondo distante dal nostro comune sentire. Un mondo fatto di paure, disagio e ombre, dove anche la violenza sia morale, che fisica ha un suo ruolo di protagonista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indice in questa posizione allude al simbolo fallico della forza e della supremazia, anche in questo caso, l\u2019elemento maschile vuole prevalere per sottolineare continuamente la sua mascolinit\u00e0, ma nello stesso tempo ci narra della sua debolezza e fragilit\u00e0, dell\u2019insicurezza, del continuo bisogno di conferme, quasi che egli dubiti della sua potenza coeundi, dell\u2019identificazione con il sesso maschile e cerchi continue conferme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nulla di pi\u00f9 fallico, poi, del preservativo. Preservativo usato e chiuso da un nodo, potrebbe narrarci una storia di un rapporto finito, esaurito nell\u2019atto sessuale della durata di minuti, freddo e senza affettivit\u00e0. Anche qui esce prorompente la personalit\u00e0 esibizionista e feticista dell\u2019autore, il preservativo come souvenir, forse ricordo, di un momento, ma ancora una volta anche il continuo desiderio di sottolineare e testimoniare la sua mascolinit\u00e0; quasi avesse costante necessit\u00e0 di rimarcare la sua capacit\u00e0, la sua supremazia sessuale, che il suo stesso IO pone continuamente in discussione. Qui esce tutta la sua fragilit\u00e0 e debolezza: il nodo come simbolo di \u201ccastrazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia la posizione della mano mi richiama prepotentemente alla mente la mano di Adamo, dipinta da Michelangelo nell\u2019episodio della creazione della Cappella Sisitina: e questo ci propone un&#8217;altra metrica di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_09.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-2\" data-imagelightbox=\"2\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"775\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/08\/17\/alberto-garcia-alix-tra-porneia-e-io-invadente\/alix_09\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_09.jpg?fit=800%2C423&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"800,423\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"alix_09\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_09.jpg?fit=300%2C159&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_09.jpg?fit=800%2C423&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-775\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_09.jpg?resize=300%2C159\" alt=\"alix_09\" width=\"300\" height=\"159\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_09.jpg?resize=300%2C159&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/alix_09.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli ci vuole proporre forse un\u2019allegoria sarcastica e dissacrante della creazione? Potrebbe essere. L\u2019avambraccio e la mano non riconoscono la purezza dell\u2019atto creativo, ma ci pongono di fronte alla creazione non come atto escatologico, generosit\u00e0 di Dio, bens\u00ec la sua antitesi, la negazione della generazione della vita, sottolineata dalla presenza del mezzo anticoncezionale e rafforzato dal nodo. Da quel nodo che assume il compito di simboleggiare la sua chiusura all\u2019affettivit\u00e0, alla gioia di donarsi e di aprirsi alla vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due letture, in fondo accomunate da una valutazione confluente sull\u2019autore: esibizionista e narcisista, feticista e insicuro, ma nello stesso tempo arrogante e violento (non nel senso fisico del termine), sono queste le caratteristiche che delineano, a mio parere Alberto Garcia Alix e che traspaiono dalla lettura dalla sua fotografia. Antecedentemente ho fatto un accostamento con la fotografia di Nan Goldin. Rispetto alle foto della Goldin, dove si avverte chiaramente una sensazione di vera sofferenza per la violenza subita, di profondo coinvolgimento emotivo con i suoi personaggi, nelle immagini di Garcia, si percepiscono nettamente sentimenti di distacco emotivo, freddezza e di prevaricazione dell\u2019IO del fotografo sugli altri. Il suo vivere nel e con il disagio non \u00e8 una condizione di sofferenza, ma di compiacimento, io trovo quasi un che di sado\/masochismo, uno stare bene cos\u00ec. Attraverso le sue fotografie non sono riuscito a trovare un vero phatos, cio\u00e8 un dialogo, un mettersi in rapporto con gli altri, bens\u00ec solo un freddo egoismo, un volere prevaricare ed essere sempre nel ruolo di attore protagonista, di regista, che muove le sue pedine freddamente e con certosina ricerca del suo Io ipertrofico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si tratta di un autore problematico, mi rendo conto della delicatezza e della \u201cscabrosit\u00e0\u201d che potrebbe suscitare, ma, secondo me, nel panorama variegato degli autori\u00a0interessanti, Alix va, a mio parere, annoverato tra i pi\u00f9 geniali e controversi. 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