{"id":483,"date":"2015-07-03T05:29:04","date_gmt":"2015-07-03T03:29:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=483"},"modified":"2015-07-03T05:29:04","modified_gmt":"2015-07-03T03:29:04","slug":"rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/","title":{"rendered":"RAPPORTI TRA ESTETICA E FOTOGRAFIA &#8211; PARTE V"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"485\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/b_0201141621selfportatrait_preview\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/b_0201141621selfportatrait_preview.jpg?fit=550%2C483&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"550,483\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"b_0201141621selfportatrait_preview\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/b_0201141621selfportatrait_preview.jpg?fit=300%2C263&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/b_0201141621selfportatrait_preview.jpg?fit=550%2C483&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-485\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/b_0201141621selfportatrait_preview.jpg?resize=300%2C263\" alt=\"b_0201141621selfportatrait_preview\" width=\"300\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/b_0201141621selfportatrait_preview.jpg?resize=300%2C263&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/b_0201141621selfportatrait_preview.jpg?w=550&amp;ssl=1 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>FOTOGRAFIA E STAMPA NEL CONTESTO SOCIALE<\/strong><br \/>\n<strong>di Cinzia Busi Thompson<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Introduzione<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.5;\">Prima della fotografia la rappresentazione del mondo nelle sue varie forme avveniva attraverso disegni, dipinti e parole. Lo stimolo a riprodurre la natura, in maniera \u201cautomatica\u201d e pi\u00f9 fedele possibile alla realt\u00e0, \u00e8 la motivazione che spinge studiosi ed amatori a realizzare un procedimento che permetta di fissare in maniera permanente, mimetica e riproducibile il mondo circostante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1760 lo scrittore francese Tiphaigne de la Roche presagisce la fotografia, cos\u00ec come la intendiamo, nel suo racconto Giphantie, ma devono passare altri 80 anni prima che questo processo sia realizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">William Henry Fox Talbot, uno dei padri fondatori della fotografia, trovandosi in vacanza sul Lago di Como, mentre usava la Camera Obscura per eseguire schizzi del paesaggio, pens\u00f2 quanto bello sarebbe stato fare s\u00ec che queste immagini s\u2019imprimessero in maniera durevole sulla carta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la seduta dell\u2019Accademia delle Scienze del 19 Agosto 1839, nel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">corso della quale fu reso pubblico il procedimento del Dagherrotipo, Arago dichiarava:<\/p>\n<blockquote><p><em><strong>\u201cDel resto quando gli osservatori applicano un nuovo strumento allo studio della natura, ci\u00f2 che essi sperano \u00e8 sempre relativamente poca cosa in confronto alla serie di scoperte di cui lo strumento diventa origine. In questo caso \u00e8 sull\u2019imprevisto che si deve fare particolare conto\u201d.<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 da quest\u2019affermazione di carattere premonitore che prende spunto questa riflessione, attraverso la quale si vogliono esplorare le ragioni per cui la fotografia ha cambiato sostanzialmente la nostra percezione e consapevolezza nei confronti del mondo che ci circonda, ed in particolare, attraverso un mezzo di comunicazione cos\u00ec diffuso quale la stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u200bIL LINGUAGGIO DELLA FOTOGRAFIA<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia \u00e8 un segno iconico e come tale ha un referente nella realt\u00e0; ci\u00f2 non significa necessariamente che essa sia oggettiva, anzi nella maggioranza dei casi, \u00e8 impiegata soprattutto in modo soggettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In comune al testo stampato essa ha il ritmo di lettura; in altre parole il lettore pu\u00f2 soffermarsi sull\u2019immagine per tutto il tempo che egli ritiene necessario per l\u2019assimilazione del contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia \u00e8 un linguaggio universale, accessibile a tutti e che quindi pu\u00f2 essere recepito anche da quegli strati sociali che sono rimasti emarginati a causa dell\u2019analfabetismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie a questa sua universalit\u00e0 ed anche all\u2019industrializzazione del mezzo, si \u00e8 arrivati alla democratizzazione dell\u2019immagine intesa sia in senso generale, che specifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino allora, infatti, l\u2019immagine, sotto forma di dipinto o incisione, era esclusiva delle classi agiate e, solo dopo l\u2019avvento della fotografia, essa diventa disponibile prima alla borghesia, poi al proletariato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spesso accade nei processi industrializzati rispetto alla produzione artigianale, anche in questo caso si assiste ad uno scadimento della qualit\u00e0 artistica dell\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso processo di democratizzazione avviene anche per la stampa che, da prerogativa delle classi \u201ccolte\u201d, grazie ai progressi tecnici portati dalla rivoluzione industriale, diviene un mezzo di comunicazione di massa con contenuti connotati verso un decadimento qualitativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il caso dei penny paper, quali il New York Sun, il cui linguaggio era tarato in funzione del target formato dagli strati sociali meno istruiti. Conseguentemente anche i contenuti cambiano per diventare sensazionalistici e volgari: resoconti di crimini, catastrofi e storie di peccato.<\/p>\n<blockquote><p><em><strong>\u201cI giornali popolari sono di solito pi\u00f9 audaci dei quotidiani pi\u00f9 autorevoli nel pubblicare immagini macabre.\u201d<\/strong><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u200bLA FOTOGRAFIA DELLA REALT\u00c0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima grande rivoluzione che la fotografia attua sul contesto sociale avviene con la sua apparizione sui giornali, prima sotto forma d\u2019incisioni tratte da fotografie, poi, dalla seconda met\u00e0 del 1890, con l\u2019invenzione dell\u2019halftone (mezzatinta), direttamente con fotografie \u201coriginali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dischiudono mondi fino allora sconosciuti, la curiosit\u00e0 della gente \u00e8 solleticata al punto che la richiesta di giornali, da parte del pubblico, aumenta vertiginosamente portando al conseguente incremento delle tirature ed al proliferare di numerose testate diversificate secondo il target di lettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la Guerra Civile Americana (circa 1860), l\u2019opinione pubblica non si era resa conto della ferocia di questo conflitto fino a quando i giornali non pubblicano le foto delle battaglie e degli internati nordisti, ridotti a scheletri viventi, nei campi di concentramento sudisti.<\/p>\n<table style=\"height: 346px;\" width=\"653\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-imagelightbox=\"0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"486\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/01-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg?fit=1990%2C1274&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1990,1274\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"01\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg?fit=300%2C192&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg?fit=1024%2C656&amp;ssl=1\" class=\"alignleft wp-image-486 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg?resize=300%2C192\" alt=\"01\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg?resize=300%2C192&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg?resize=1024%2C656&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/01.jpg?w=1990&amp;ssl=1 1990w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: left;\">\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffcFoto 1. A Harvest of Death, Gettysburg, Pennsylvania. Timothy O\u2019Sullivan, July 1863<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando sono pubblicate le prime immagini tratte da fotografie scattate da Matthew Brady e dai suoi collaboratori, il New York Times scrive:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cMr. Brady ha fatto qualcosa che ci ha portato in casa la terribile realt\u00e0 e seriet\u00e0 della guerra. Anche se egli non ha portati i corpi e li ha stesi nella nostra entrata, ha fatto qualcosa di molto simile\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto anche per tutti quei conflitti che purtroppo sono venuti a seguire quali, ad esempio, la guerra del Vietnam, che ha avuto tra i tanti simboli di consapevolezza la fotografia della bambina che, urlando di dolore, corre nuda cercando di sfuggire al napalm o quella del Generale Loan che uccide a sangue freddo un Vietcong, sparandogli alla tempia.<\/p>\n<table style=\"height: 452px;\" width=\"685\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-1\" data-imagelightbox=\"1\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"487\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/02\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg?fit=1517%2C1704&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1517,1704\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"02\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg?fit=267%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg?fit=912%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-487\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg?resize=267%2C300\" alt=\"02\" width=\"267\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg?resize=267%2C300&amp;ssl=1 267w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg?resize=912%2C1024&amp;ssl=1 912w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/02.jpg?w=1517&amp;ssl=1 1517w\" sizes=\"auto, (max-width: 267px) 100vw, 267px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto 2. Senza titolo (Gruppo di bianchi che stanno per essere massacrati), Congo, circa 1960<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bChi non vive di persona questa brutalit\u00e0 non riesce a rendersi conto veramente di ci\u00f2 che sta accadendo; solo l\u2019impatto delle fotografie, che \u00e8 molto pi\u00f9 diretto, rapido, succinto viscerale ed intenso di quello delle parole, ne permette la sua presa di coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 la gente si era resa conto che la fotografia, poich\u00e9 oggettiva, non mente (il fotografo invece pu\u00f2 mentire), la sua importanza cresce in maniera esponenziale alla minor fede nella parola, poich\u00e9 soggettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte la fotografia di guerra dell\u2019XIX secolo non era il risultato, per motivi di carattere soprattutto tecnico, di una presa in diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ingombro notevole degli apparecchi e la bassa sensibilit\u00e0 dei supporti sensibili non permetteva la ripresa in azione, ed i fotografi lavoravano a posteriori, il pi\u00f9 delle volte andando a modificare ad uso \u201cartistico\u201d la composizione dell\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia ci ha comunque abituato a vedere ci\u00f2 che non sopportavamo come il dolore e la disperazione. Ha trasformato la morale, o meglio<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cquell\u2019insieme di consuetudini psichiche e sanzioni pubbliche che traccia un limite tra ci\u00f2 che \u00e8 emotivamente e spontaneamente intollerabile e ci\u00f2 che non lo \u00e8.\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha modificato il pensiero della gente e cambiato le loro vite per molto tempo, nonostante il fotografo non intervenga sulla vita del soggetto, ma si limiti a visitarlo ed a trasmetterci notizie sul suo modo di vivere, di pensare e di agire: quasi una sorta di \u201cinventario\u201d. La preziosit\u00e0 delle fotografie consiste proprio nel fatto che esse ci comunicano informazioni che altrimenti non saremmo in grado di ottenere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u200bLA FOTOGRAFIA DELLA SCOPERTA<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il pittore Paul Delaroche vide per la prima volta un dagherrotipo esclam\u00f2:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cDa oggi la pittura \u00e8 morta!\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente che la storia e la realt\u00e0 lo hanno smentito, ma \u00e8 anche vero che la pittura, per contrastare la concorrenza della fotografia, ha dovuto lottare per mantenere i suoi spazi. Migliaia di miniaturisti per sopravvivere hanno dovuto trasformarsi in fotografi. Milioni di dagherrotipi, ambrotipi e ferrotipi sono stati realizzati ed hanno permesso anche alle classi meno agiate di avere un loro ritratto, cosa che fino all\u2019avvento della fotografia era stato solo prerogativa delle classi pi\u00f9 elevate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studi sulla scansione del movimento hanno cambiato radicalmente gli schemi acquisiti della pittura. Muybridge, circa nel 1870, riesce a fotografare il galoppo di un cavallo, dimostrando che le convenzioni centenarie della pittura, che volevano che il cavallo al galoppo tenesse le quattro zampe distese, erano errate, poich\u00e9 in realt\u00e0, in quel momento, il cavallo tiene i quattro arti rannicchiati sotto la pancia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nella rappresentazione dei soggetti, i pittori per essere credibili devono adeguarsi a questo nuovo atlante anatomico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importanza della scoperta della fotografia non si limita solo ad influenzare certi aspetti della societ\u00e0, ma ha un ruolo molto importante soprattutto nel settore scientifico dove favorisce la nascita di campi particolari, quali ad esempio l\u2019istologia, la citologia e la batteriologia che, a loro volta, rendono possibili scoperte d\u2019enorme importanza per il genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i raggi X sono il risultato di una causalit\u00e0 fotografica e, attraverso la fotografia all\u2019infrarosso, diviene possibile leggere i rotoli del Mar Morto. Emile Zola affermava:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cA mio parere non si pu\u00f2 sostenere di aver visto qualcosa finch\u00e9 non lo si \u00e8\u00a0fotografato\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia dunque ha insegnato a guardarci attorno con un\u2019attenzione diversa, molto pi\u00f9 focalizzata; un\u2019attenzione che permette di vedere cose che altrimenti sfuggirebbero, poich\u00e9 \u00e8 molto pi\u00f9 difficile vedere ci\u00f2 che ci \u00e8 vicino. Quando Galileo scopr\u00ec che la Terra non era il centro dell\u2019Universo fu scomunicato e quasi messo al rogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli astronomi per secoli avevano esplorato il cielo attraverso i cannocchiali, avevano visto la conformazione della Luna. Ma cosa accadde quando la Luna fu fotografata? I dettagli che erano sfuggiti all\u2019osservazione appaiono sulla carta sensibile e permettono una nuova lettura. E quale emozione vedere il primo uomo posare i piedi sulla superficie lunare? Crollarono certezze, si aprirono nuovi orizzonti, la gente pot\u00e9 \u201ctoccare con mano\u201d quell\u2019oscuro oggetto di desiderio che fa sognare migliaia di persone. Ma ancora pi\u00f9 importante fu il fotografare la terra dallo spazio.<\/p>\n<table style=\"height: 319px;\" width=\"653\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-2\" data-imagelightbox=\"2\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"488\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/03\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg?fit=1971%2C1257&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1971,1257\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"03\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg?fit=300%2C191&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg?fit=1024%2C653&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-488\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg?resize=300%2C191\" alt=\"03\" width=\"300\" height=\"191\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg?resize=300%2C191&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg?resize=1024%2C653&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/03.jpg?w=1971&amp;ssl=1 1971w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffcFoto 3. Earthrise. William Anders, 24 Dicembre 1968<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200b<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dice l\u2019astronauta William Anders:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cPenso che tutti noi inconsciamente pensiamo che la terra sia piatta, o perlomeno infinita. Lasciatemi assicurarvi che, piuttosto che un massiccio gigante, essa deve essere pensata come una fragile pallina di Natale che dobbiamo maneggiare con estrema cura.\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fino allora avevamo solo una visione parziale del mondo in cui viviamo, improvvisamente si \u00e8 consapevoli del nostro rapporto con il pianeta. Si comprendono gli equilibri ecologici e geografici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambientalismo, che si pone come obiettivo il vivere in armonia con la natura, osservandone e seguendone attentamente i vari ritmi e cercando di assecondarli, \u00e8 proprio il frutto di questa nuova consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200b<em><strong>LA FOTOGRAFIA ED IL SOCIALE<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia, proprio per questa sua caratteristica intrinseca di rivelazione, ha fatto qualcosa d\u2019ancora pi\u00f9 importante: ha cambiato radicalmente il rapporto tra il governo e popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso le fotografie di Jacob Riis e di Lewis Hine, situazioni di drammatico malessere sociale quali l\u2019emarginazione degli immigrati, lo sfruttamento del lavoro minorile e la fatiscenza degli alloggi delle classi pi\u00f9 umili, sono rese pubbliche. Con queste immagini la classe politica \u00e8 resa edotta di un fenomeno di proporzioni rilevanti e quindi obbligata a prendere delle iniziative che portano a riforme sociali che, almeno in parte, risolvono questi problemi.<\/p>\n<table style=\"height: 404px;\" width=\"688\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc<a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-3\" data-imagelightbox=\"3\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"489\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/04\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg?fit=1102%2C1434&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1102,1434\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"04\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg?fit=231%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg?fit=787%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-489\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg?resize=231%2C300\" alt=\"04\" width=\"231\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg?resize=231%2C300&amp;ssl=1 231w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg?resize=787%2C1024&amp;ssl=1 787w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/04.jpg?w=1102&amp;ssl=1 1102w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><br \/>\n<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">\ufffcFoto 4. Baxter Street Alley, Rag Picker\u2019s Row. Jacob A. Riis, 1888<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono abbattuti i vecchi alloggi e costruiti dei nuovi, \u00e8 emanata una legge che impedisce l\u2019impiego dei minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia di documentazione sociale possiede anche un lato oscuro ed\u00a0\u00e8 quello della curiosit\u00e0 quasi morbosa verso tutto quello che \u00e8 \u201cmolto pittoresco\u201d, come avrebbe esclamato un turista inglese al suo arrivo in\u00a0Italia, un secolo fa. Il soggetto \u00e8 circondato da un\u2019aurea esotica e misteriosa che lo rende molto interessante e degno di particolare attenzione. In questo senso per un ricco, la povert\u00e0 \u00e8 un fenomeno misconosciuto che vale la pena di conoscere meglio, standone per\u00f2 il pi\u00f9 lontano possibile. Si parla d\u2019umanesimo, in altre parole di<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cquell\u2019atteggiamento essenzialmente borghese, insieme missionario e soltanto tollerante, curioso ed indifferente che vede nei bassifondi il pi\u00f9 affascinante degli ambienti\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passano gli anni, passano le mode, e se cinquant\u2019anni fa la meta fotografica preferita era il Sud dell\u2019Italia ora, con l\u2019avvento di mezzi di trasporto pi\u00f9 veloci ed abbordabili, i fotografi si trasferiscono verso paesi pi\u00f9 lontani, fonti pressoch\u00e9 inesauribili di materiale \u201cmolto pittoresco\u201d o molto drammatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio degli anni \u201830 problemi economici-internazionali ed una forte siccit\u00e0 che colpisce il Sud-Ovest degli Stati Uniti con grosse ripercussioni sul sistema\u00a0agricolo, lasciano migliaia di persone senza lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roosevelt crea La Farm Security Administration (FSA) per venire in aiuto proprio degli agricoltori in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roy Stryker \u00e8 messo a capo della parte documentaria e riunisce diversi fotografi quali Ben Shahn, Arthur Rothstein, Dorothea Lange e Walker Evans che avranno non solo il compito di documentare la situazione nella quale versano appunto gli agricoltori in difficolt\u00e0, ma anche e soprattutto quello di realizzare un vasto panorama della vita americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saranno proprio le fotografie scattate da questo gruppo di fotografi che spingeranno il Governo statunitense ad intraprendere delle azioni che porteranno alla soluzione dei problemi causati dalla Depressione.<\/p>\n<table style=\"height: 402px;\" width=\"817\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-4\" data-imagelightbox=\"4\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"490\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/05\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg?fit=1499%2C1965&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1499,1965\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"05\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg?fit=229%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg?fit=781%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-490\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg?resize=229%2C300\" alt=\"05\" width=\"229\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg?resize=229%2C300&amp;ssl=1 229w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg?resize=781%2C1024&amp;ssl=1 781w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/05.jpg?w=1499&amp;ssl=1 1499w\" sizes=\"auto, (max-width: 229px) 100vw, 229px\" \/><br \/>\n<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto 5. Migrant Mother, Lipoma, California. Dorothea Lange, 1936<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cla fotografia nelle sue varie forme \u00e8 talmente parte integrante nella nostra vita sociale che non la vediamo pi\u00f9 a forza di vederla\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019estrema diffusione della fotografia ha senza dubbio causato una caduta di interesse nei confronti dei suoi contenuti, nel senso che quando osserviamo delle immagini, probabilmente lo facciamo in maniera pi\u00f9 superficiale di quanto non lo si facesse alcuni anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa asserzione si contrappone la posizione di Susan Sontag che afferma:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cLa gente non si assuefa a quel che le viene mostrato \u2013se ci\u00f2 si pu\u00f2 descrivere ci\u00f2 che accade &#8211; a causa della quantit\u00e0 di immagini da cui \u00e8 sommersa. E\u2019 la passione che ottunde i sentimenti. &#8230; Fino a quando proviamo compassione, ci sembra di non essere complici di ci\u00f2 che ha causato la sofferenza. La compassione ci proclama innocenti, oltre che impotenti\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u200bLA FOTOGRAFIA NEL RITRATTO<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risalendo alla storia della fotografia troviamo che l\u2019&#8221;industrializzazione\u201d del processo fotografico in parte pu\u00f2 considerarsi merito del fotografo francese Disderi, che riuscendo a trovare il modo di ottenere otto immagini su un\u2019unica lastra, riesce a diminuire drasticamente il costo e fa della fotografia uno strumento al servizio di tutte le classi sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sue carte-de-visite, infatti, cambiano la tradizione familiare. Attraverso di esse si da volto ai nomi, si sostituisce all\u2019immaginazione una realt\u00e0 quasi tangibile (anche se, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una realt\u00e0 idealizzata); in pratica si creano alberi genealogici, che permettono di tenersi vicini sia i morti sia i parenti lontani. Si ha un senso di coesione che rappresenta\u00a0l\u2019ideale di una famiglia perfetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul tavolino del salotto buono fanno capolino i primi album che raccolgono immagini dei parenti, ma anche di illustri personaggi, quasi siano anche essi parte integrante della famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritratto rappresenta anche un mezzo di classificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni come August Sander, il famoso fotografo tedesco, usano la fotografia per \u201cclassificare \u201c i vari strati sociali in maniera estremamente oggettiva, senza esprimere opinioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri studiosi, alla stessa stregua del Lombroso che attraverso l\u2019anatomia e la fisionomica della persone pensava di riuscire ad identificare i criminali, vogliono, per mezzo dei ritratti, creare dei parametri per la classificazioni di varie tipologie sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Charles Darwin nel suo libro \u201cEspressione dei sentimenti nell\u2019uomo e negli animali\u201d usa una serie di istantanee sulla mimica facciale scattate da Oskar Rejlander.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nascono le foto segnaletiche che permettono alle forze governative l\u2019identificazione e la cattura dei criminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le stesse foto applicate ora sui documenti di identit\u00e0 vengono usate per sorvegliare e controllare i cittadini. D\u2019altra parte la fotografia \u00e8 anche un mezzo per denunciare gli abusi e le scorrettezze delle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Banali \u201cistantanee\u201d permettono di far imprigionare e mettere a morte cittadini innocenti che, per un attimo, hanno la debolezza o l\u2019orgoglio di farsi fotografare assieme a rivoluzionari (come ad esempio accade durante la Comune parigina).<\/p>\n<table style=\"height: 353px;\" width=\"678\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-5\" data-imagelightbox=\"5\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"491\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/06\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg?fit=1990%2C1504&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1990,1504\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"06\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg?fit=300%2C227&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg?fit=1024%2C774&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-491\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg?resize=300%2C227\" alt=\"06\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg?resize=300%2C227&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg?resize=1024%2C774&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/06.jpg?w=1990&amp;ssl=1 1990w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto 6. Senza Titolo (La Comune di Parigi). Auguste B. Braquehais, 1871<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma va soprattutto ricordato come il ritratto riesca ad influenzare l\u2019opinione pubblica nei vari campi, soprattutto quello politico, dove riesce a veicolare in maniera drammatica un messaggio tale da annullare testi o didascalie. Attraverso la loro immagine, ringiovanita, imbellita, serena e rassicurante, gli uomini politici vogliono trasmettere un\u2019idea di perfezione che persuada l\u2019elettore ad identificarsi con le loro idee. Si \u00e8 di fronte ad un uso strumentale dell\u2019immagine poich\u00e9 la fotografia d\u00e0 al soggetto rappresentato un\u2019importanza tale da farlo divenire un\u2019icona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il caso di quegli artisti, politici e rivoluzionari che attraverso di essa hanno raggiunto una popolarit\u00e0 altrimenti impensabile, al punto di prendere il posto delle immagini sacre che prima dell\u2019invenzione della fotografia, sono gli unici soggetti di venerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffcLa fotografia \u00e8 anche un potente strumento sia nelle mani del capitalismo che attraverso di essa crea appunto icone (ne sono esempio Elvis Presley, la Principessa Diana e tanti altri), ma anche in quelle del totalitarismo dove le persone diventano oggetto di culto (Stalin, Mussolini, Hitler, Mao, Che Guevara) e dietro ad ogni immagine c\u2019\u00e8 sempre una lunga storia che quando viene raccontata solitamente dimostra una peculiare suscettibilit\u00e0 del soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritratto di Mao Tse-tung rappresenta un caso clamoroso di strumentalizzazione di un\u2019immagine fotografica per l\u2019ascesa al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ritratto, ingrandito a dimensioni gigantesche, venne appeso al Cancello della Pace Celeste, porta di accesso al Palazzo Imperiale della Citt\u00e0 Proibita, su piazza Tian An Men il 18 Agosto 1966, per esaltare il potere della Rivoluzione Culturale Cinese.<\/p>\n<table style=\"height: 32px;\" width=\"194\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-6\" data-imagelightbox=\"6\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"492\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/07-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg?fit=1096%2C1366&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1096,1366\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"07\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg?fit=241%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg?fit=822%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-492\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg?resize=241%2C300\" alt=\"07\" width=\"241\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg?resize=241%2C300&amp;ssl=1 241w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg?resize=822%2C1024&amp;ssl=1 822w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/07.jpg?w=1096&amp;ssl=1 1096w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><br \/>\n<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto 7. Mao Tse-tung<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cMao ottenne il controllo del paese attraverso una campagna di propaganda senza precedenti. Attentamente coordinato dal suo comandante in seconda, il capo dell\u2019esercito Lin Biao \u2013 il quale ebbe grande influenza sulla stesura del Libretto Rosso \u2013 nonch\u00e9 dalla moglie Jiang Qing, che dirigeva gli ambiti della cultura e dei mezzi di informazione, il culto di Mao port\u00f2 le \u201csupreme istruzioni\u201d del grande leader sui muri di ogni fabbrica e nelle pagine di ogni giornale, introducendo il suo ritratto in ogni casa su manifesti, bottoni, tessuti e piatti. Alla base di ci\u00f2, due forze apparentemente in contraddizione: Mao era a un tempo onnipresente (come immagine) ed inaccessibile (come persona). Pochissimi lo videro, eccetto quando, tra agosto e novembre 1966, aveva passato in rivista per otto volte le Guardie Rosse\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ernesto Che Guevara \u00e8 divenuto un\u2019icona solo dopo la sua morte e da oltre 35 anni rappresenta, un modello di idealismo e di eroismo al punto che la sua immagine si \u00e8 sovrapposta all\u2019ideologia stessa.<\/p>\n<table style=\"height: 404px;\" width=\"697\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc<a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-7\" data-imagelightbox=\"7\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"493\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/08\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg?fit=1938%2C2322&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1938,2322\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"08\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg?fit=250%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg?fit=855%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-493\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg?resize=250%2C300\" alt=\"08\" width=\"250\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg?resize=250%2C300&amp;ssl=1 250w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg?resize=855%2C1024&amp;ssl=1 855w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/08.jpg?w=1938&amp;ssl=1 1938w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><br \/>\n<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto 8. Che Guevara. Alberto Korda, 5 Marzo 1960<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bLa fotografia in cui egli \u00e8 ritratto con lo sguardo sognante \u00e8 divenuta pubblica solo dopo la sua morte, perch\u00e9 Fidel Castro si era sempre opposto alla sua pubblicazione ritenendo che potesse mostrare il Che sotto un aspetto \u201cspirituale\u201d che era in contraddizione con gli intenti rivoluzionari. Dopo la sua morte quest\u2019immagine si \u00e8 dimostrata molto utile a creare il mito e tuttora la vediamo fare capolino da calendari da tavolo di impeccabili segretarie o moltiplicate su t-shirt per giovani alternativi od altri gadget di varia natura. Immagini di personaggi dagli sguardi benevoli campeggiano in luoghi pubblici e parate per essere poi riprodotte all\u2019infinito a conferma della loro onnipresenza ed a ribadire la verit\u00e0 del loro pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso la fotografia attori assurgono al ruolo di star, diventando oggetto dell\u2019immaginario collettivo come Marilyn Monroe ripresa con la gonna sollevata da un getto di aria proveniente da una grata, oppure Brigitte Bardot che indossa il primo bikini o Betty Grable la cui fotografia viene appesa in ogni baracca, durante la seconda guerra mondiale, dai soldati americani.<\/p>\n<table style=\"height: 428px;\" width=\"815\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-8\" data-imagelightbox=\"8\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"494\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/09\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg?fit=1425%2C2069&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1425,2069\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"09\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg?fit=207%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg?fit=705%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-494\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg?resize=207%2C300\" alt=\"09\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg?resize=207%2C300&amp;ssl=1 207w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg?resize=705%2C1024&amp;ssl=1 705w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/09.jpg?w=1425&amp;ssl=1 1425w\" sizes=\"auto, (max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto 9. Marilyn Monroe during the filming of the Seven-Year Itch, Matthew Zimmerman, 1954<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bChi raccoglie queste immagini tende ad identificarsi con il soggetto o ad entrare in una sorta di intimit\u00e0 con esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 questo atteggiamento che crea una pulsione che porta a voler conoscere \ufffc\ufffc\ufffc\ufffcfatti personali della vita dei loro idoli. Nasce allora il foto-giornalismo predatorio che viola la vita privata del personaggio pubblico fino ad annullarla a favore dei lettori (scoop), al punto in cui deve intervenire una legislazione che regoli l\u2019uso dell\u2019immagine. Ci\u00f2 non avviene per la notizia giornalistica che, al contrario della fotografia, non \u00e8 considerata commerciale poich\u00e9 informa il pubblico che ha diritto di sapere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200b<em><strong>FOTOGRAFIA E PUBBLICIT\u00c0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle tante cause della caduta del comunismo \u00e8 da ricercarsi nella incapacit\u00e0 (o nella non volont\u00e0), da parte della nomenclatura, di garantire ai cittadini, attraverso un\u2019inesauribile variet\u00e0 di beni anche inessenziali, quel tenore di vita tipico della civilt\u00e0 consumistica, della cui esistenza la popolazione era conscia poich\u00e9 questi venivano \u201ccontrabbandati\u201d attraverso immagini o \u201cportati\u201d da visitatori esteri ed, a volta, usati come merce di indegno scambio (collant di nylon, saponette profumate, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque che la fotografia diventa strumento usato per fini commerciali allo scopo persuadere il pubblico della validit\u00e0 di una certa azione o indurlo ad acquisire un determinato bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso essa si riescono a creare necessit\u00e0, bisogni e soprattutto il desiderio di raggiungere uno status symbol che porti ad una distinzione fra classi sociali. Chi non possiede quell\u2019oggetto, non pu\u00f2 far parte di un determinato gruppo di persone che in questo oggetto ha un comune denominatore di stile di vita.<\/p>\n<table style=\"height: 380px;\" width=\"795\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/10.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-9\" data-imagelightbox=\"9\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"495\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/10\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/10.jpg?fit=2255%2C1893&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2255,1893\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"10\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/10.jpg?fit=300%2C252&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/10.jpg?fit=1024%2C860&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-495\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/10.jpg?resize=300%2C252\" alt=\"10\" width=\"300\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/10.jpg?resize=300%2C252&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/10.jpg?resize=1024%2C860&amp;ssl=1 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Foto 10. Foto pubblicitaria \u201cAmaro Ramazzotti\u201d, circa met\u00e0 anni \u201870<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la cosa veramente eccezionale \u00e8 che di solito all\u2019immagine vengono abbinate didascalie assurde che niente hanno a che vedere con il contenuto stesso dell\u2019immagine (Chi Vespa non mangia le mele).<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cE\u2019 pi\u00f9 pertinente affermare che l\u2019odierno messaggio pubblicitario si articola attraverso una sintassi intrecciata che fa riferimento ad una grammatica trans-linguistica e trans-iconica. In sostanza succede questo: che parole ed immagini pubblicitarie lungi dal giustapporre semplicemente i loro messaggi, tendono a farli interagire: come per altri tipi di comunicazione di massa sono ormai qui in funzione, sia pure con pratiche approssimative, dei codici logo-iconici.\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra peculiarit\u00e0 della fotografia inserita in un contesto pubblicitario, ma anche nelle copertine di riviste a carattere socio-politico, \u00e8 quella di contenere espliciti messaggi erotico-sensuali, mostrando non pi\u00f9 solo giovani donne in abiti discinti, ma anche muscolosi giovanotti con sguardi ammiccanti e disponibili. Sostanzialmente alla base di tutto ci\u00f2 troviamo nuovamente il desiderio di identificazione con il simbolo rappresentato nella fotografia perch\u00e9 la fotografia, grazie alla sua credibilit\u00e0, alla sua facile distribuzione ed al suo atteggiamento egualitario nei confronti di qualsiasi soggetto (ogni cosa \u00e8 reale), ha il potere di convertire istantaneamente il soggetto in simbolo.<\/p>\n<table style=\"height: 404px;\" width=\"789\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-10\" data-imagelightbox=\"10\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"496\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/07\/03\/rapporti-tra-estetica-e-fotografia-parte-v\/attachment\/11\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg?fit=1101%2C1468&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1101,1468\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"11\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-496\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg?resize=225%2C300\" alt=\"11\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/11.jpg?w=1101&amp;ssl=1 1101w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><br \/>\n<\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bFoto 11. Foto pubblicitaria \u201cJeans Shop\u201d, anni \u201870<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200b<strong>CONCLUSIONI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece di accontentarsi di registrare la realt\u00e0, le fotografie sono diventate il modello di come ci appaiono le cose, modificando cos\u00ec il concetto di realt\u00e0 e realismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non bisogna dimenticare altres\u00ec che la fotografia risponde a qualche bisogno, credenza ed aspettativa del proprio tempo. Se il pubblico non \u00e8 pronto per il messaggio, l\u2019immagine pu\u00f2 essere vista, ma il messaggio non viene riconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se sfogliamo una rivista non settoriale troviamo immagini pubblicitarie che mostrano il lusso, la ricchezza e l\u2019eterna giovinezza contrapposte a foto di reportage che illustrano realt\u00e0 lontane e vicine colme di orrore e disperazione, o ancora ad immagini di situazioni familiari idilliache.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019enciclopedia della vita contemporanea che non la rispecchia per nulla. L\u2019abbinamento fotografia e stampa ha dunque cambiato profondamente, nel bene e nel male, il nostro modo di vedere e conoscere il mondo che ci circonda e forse anche noi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se non ne siamo consapevoli, esse hanno altres\u00ec creato mondi paralleli a nostro misura, uso e consumo, nei quali amiamo rifugiarci per sfuggire alla quotidianit\u00e0 con tutti i suoi difetti, per scoprire poi che la realt\u00e0 \u00e8 sempre il migliore dei mondi peggiori possibili.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Cinzia Busi Thompson,\u00a0critico e storico della fotografia<br \/>\nDal convegno &#8220;Rapporti tra estetica e fotografia&#8221; tenutosi a Milano il 9 maggio 2015<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u200bBibliografia<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">Barthes, Roland, La camera chiara, Einaudi, Torino 1980<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Benjamin, Walter, L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica, Einaudi, Torino 1977 Freund, Gis\u00e8le, Fotografia e Societ\u00e0, Einaudi, Torino 1976<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Goldberg, Vicki, The Power of Photography: how photographs changed our lives, Abbeville Publishing Group, New York 1993<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">\ufffc\ufffc\ufffc\ufffc\ufffcFreund, Gis\u00e8le, Fotografia e Societ\u00e0, Einaudi, Torino 1976<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Goldberg, Vicki, The Power of Photography: how photographs changed our lives, Abbeville Publishing Group, New York 1993<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Lemagny, Jean-Claude et Andr\u00e9 Rouill\u00e9 (sous la direction), Histoire de la Photographie,<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Larousse, Paris, 1998<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Newhall, Beaumont, The History of Photography, Museum of Modern Art, New York, 1982 Rosenblum, Naomi, A World History of Photography, Abbeville Press, New York, 1989 Sontag, Susan, Davanti al dolore degli altri, Mondadori, Milano 2003<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Sontag, Susan, Sulla fotografia, Einaudi, Torino 1980<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FOTOGRAFIA E STAMPA NEL CONTESTO SOCIALE di Cinzia Busi Thompson Introduzione Prima della fotografia la rappresentazione del mondo nelle sue varie forme avveniva attraverso disegni, dipinti e parole. Lo stimolo a riprodurre la natura, in maniera \u201cautomatica\u201d e pi\u00f9 fedele possibile alla realt\u00e0, \u00e8 la motivazione che spinge studiosi ed amatori a realizzare un procedimento [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[12,1],"tags":[],"class_list":["post-483","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-convegni","category-critiche"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p68m6U-7N","jetpack-related-posts":[],"jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/483","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=483"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/483\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=483"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=483"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=483"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}