{"id":429,"date":"2015-06-18T20:54:39","date_gmt":"2015-06-18T18:54:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=429"},"modified":"2015-06-18T20:55:25","modified_gmt":"2015-06-18T18:55:25","slug":"aleksandr-michajlovic-rodchenko-and-the-pioneer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/18\/aleksandr-michajlovic-rodchenko-and-the-pioneer\/","title":{"rendered":"ALEKSANDR MICHAJLOVI\u010c ROD\u010cHENKO AND THE PIONEER"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"430\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/18\/aleksandr-michajlovic-rodchenko-and-the-pioneer\/pioneer-by-alexander-rodchenko\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?fit=4040%2C4733&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"4040,4733\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Pioneer-by-Alexander-Rodchenko\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?fit=256%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?fit=874%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-430\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?resize=256%2C300\" alt=\"Pioneer-by-Alexander-Rodchenko\" width=\"256\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?resize=256%2C300&amp;ssl=1 256w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?resize=874%2C1024&amp;ssl=1 874w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?w=2280 2280w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?w=3420 3420w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/>Aleksandr Michajlovi\u010d Rod\u010dhenko nacque il 23 novembre 1981 a San Pietroburgo, presso una famiglia molto povera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da giovane egli inizia a lavorare presso uno studio dentistico e diventa odontotecnico, anche se sembra un particolare trascurabile, in realt\u00e0 quest\u2019attivit\u00e0 gli valse l&#8217;acquisizione di un&#8217;ottima manualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la sua vita artistica egli ha coperto con profitto dalla pittura alla scultura, al collage e alla fotografia; in particolare a quest\u2019ultima egli diede un vigoroso impulso e &#8220;nuove prospettive&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 3 dicembre 1956 muore a Mosca, in assoluta povert\u00e0 e dimenticato da tutti, dove viene sepolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi anni del 1800 e i primi cinquant&#8217;anni nel 1900 furono particolarmente prolifici dal punto di vista della genialit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moltissimi movimenti nacquero in quel periodo: l&#8217;impressionismo, il cubismo, il futurismo, il surrealismo e, non ultimo, il costruttivismo di cui Aleksandr Michajlovi\u010d Rod\u010dhenko fu uno degli esponenti pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco quindi che per capire bene lo spirito e l&#8217;arte di Rod\u010dhenko occorre comprendere perfettamente lo spirito del movimento costruttivista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo movimento nacque in Russia dopo la fine dello stato zarista e l&#8217;instaurarsi della dittatura comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1920 usc\u00ec il Manifesto di Gabo, in cui era racchiusa la teoria di un valore assoluto dell&#8217;arte, indipendente dalla societ\u00e0, sia essa capitalista, socialista o comunista; egli rifiutava il passato proprio giacch\u00e9 non esisteva pi\u00f9 e negava l\u2019utilit\u00e0 del futuro perch\u00e9 non esisteva ancora:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em>Il passato non \u00e8 pi\u00f9 vita, il futuro non \u00e8 ancora vita. &#8230;per noi le urla sul futuro<\/em><\/strong> <strong><em>equivalgono alle lacrime sul passato&#8230;. chi si occupa oggi del domani, \u00e8 occupato a non far nulla. Lasciamo il futuro ai profeti. Per noi prendiamo l&#8217;oggi.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Manifesto di Gabo rispose il gruppo di Tatlin, al quale si associ\u00f2 Rod\u010dhenko, caratterizzato da una presa di posizione oltremodo radicale:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em>Abbasso l&#8217;arte. Viva la tecnica. La religione \u00e8 menzogna. L&#8217;arte \u00e8 menzogna&#8230; Viva il tecnico costruttivista. Abbasso l&#8217;arte, che maschera solo l&#8217;impotenza dell&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;arte collettiva del presente \u00e8 la vita costruttiva<\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento costruttivista, si fondava sull\u2019idea del superamento della distinzione tra le varie forme artistiche, che era interpretata come distinzione gerarchica delle classi sociali, bens\u00ec sulla creazione di un tipo di arte serratamente saldato alla realt\u00e0\u0300, al servizio della rivoluzione popolare, dando a essa un riscontro di tipo propagandistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel manifesto del gruppo produttivista, redatto da Rod\u010dhenko insieme alla sua compagna Varvara Stepanova nel 1920, sono poste \u201c<strong><em>le basi dell\u2019espressione comunista della costruzione materialista<\/em><\/strong>\u201d, che sono la tettonica, la costruzione e il prodotto.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>La tettonica deriva dalla struttura stessa del comunismo e dallo sfruttamento effettivo del campo industriale.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La costruzione, che \u00e8 organizzazione, accoglie gli elementi della cosa gi\u00e0\u0300 formulati (volume, piano, colore, spazio e luce).<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La costruzione \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 di formulazione portata all\u2019estremo, che permette tuttavia un ulteriore lavoro tettonico.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>La cosa scelta e usata effettivamente, senza ostacolare il progresso della costruzione n\u00e9 limitare la tettonica, viene dal gruppo chiamata prodotto.<\/em><\/strong>\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi materiali che saranno il fine della loro indagine sono \u201cla cosa in generale\u201d, ci cui verr\u00e0 indagata l\u2019origine, le sue modificazioni industriali e di produzione, la sua natura e il suo significato, e \u201ci materiali razionali\u201d, cio\u00e8 la luce, il piano, lo spazio, il colore, il volume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le loro parole d\u2019ordine saranno:<\/p>\n<blockquote>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong><em>Abbasso l\u2019arte, viva la tecnica.<\/em><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"line-height: 1.5;\"><em>La religione \u00e8 menzogna, l\u2019arte \u00e8 menzogna.<\/em><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"line-height: 1.5;\"><em>Si uccidono anche gli ultimi resti del pensiero umano, legandolo all\u2019arte.<\/em><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"line-height: 1.5;\"><em>Abbasso il mantenimento delle tradizioni artistiche, viva il tecnico\u00a0<\/em><\/strong><strong style=\"line-height: 1.5;\"><em>costruttivista.<\/em><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"line-height: 1.5;\"><em>Abbasso l\u2019arte, che solo maschera l\u2019impotenza dell\u2019umanit\u00e0.<\/em><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"line-height: 1.5;\"><em>L\u2019arte collettiva del presente \u00e8 la vita costruttiva!<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rod\u010dhenko speriment\u00f2 tutte le tecniche dell\u2019arte, dalla pittura, alla costruzione di forme tridimensionali, al design di oggetti d\u2019uso alla illustrazione e grafica pubblicitaria, fino alla fotografia, influenzando moltissimo il design contemporaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei suoi concetti pi\u00f9 importanti \u00e8 proprio questo:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>E\u2019 tempo che l\u2019arte confluisca in maniera organizzata nella vita<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente egli si dedica intensamente ai collage di filone dadaista, grazie ai quali comprese tutte le potenzialit\u00e0 della manipolazione delle immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, egli passer\u00e0 dal cubofuturismo al costruttivismo, divenendone il maggiore esponente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua opera costruttivista avr\u00e0 grande spazio la grafica, pi\u00f9 del colore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La linea \u00e8 l\u2019elemento che definisce la struttura di base dei suoi lavori, come espose nel suo saggio sulla linea del 1919:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>La linea definisce l\u2019intera costruzione nel suo insieme, in quanto ne definisce le caratteristiche generali. In questo caso, la linea \u00e8 scheletro, rapporto tra i diversi piani<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante tutta la sua vita artistica, insistette a cercare nuovi percorsi creativi, anche nella scultura e nella fotografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in quest\u2019ultima egli scopre la sua forza d\u2019impatto come mezzo espressivo puro, rendendosi conto della debolezza di espedienti quali il fotomontaggio e la manipolazione in camera oscura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua prima esperienza in fotografia, fu la realizzazione delle copertine per la rivista LEF, con \u201cFronte di sinistra delle arti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una di queste copertine, del 1923, compose in un fotomontaggio l\u2019immagine di una macchina per scrivere e, in primo piano, una macchina fotografica e un obiettivo: sono gli strumenti che sintetizzano la rivoluzione della comunicazione.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>Era la tecnica che mi appassionava e presi a fare esperimenti senza uscire di casa. Nacque cos\u00ec la serie \u2018vetro e luce\u2019 e i balconi fotografati dall\u2019alto in basso e viceversa. Il caso volle, dunque, che fossi io a segnare l\u2019inizio della nuova fotografia in URSS<\/em><\/strong>.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rottura dei canoni prospettici classici \u00e8 una costante nella produzione fotografica di Rod\u010dhenko: egli inquadra i suoi soggetti dall\u2019alto o dal basso, inquadratura che lui definisce \u201c<strong><em>ripresa ombelicale<\/em><\/strong>\u201d, obbligata dall\u2019utilizzo di apparecchi medio formato di tipo Rolleiflex, con mirino a pozzetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo la macchina fotografica, posta obliquamente, isola ed evidenzia linee sfuggenti, curve, diagonali, asimmetrie, cogliendo le forme del mondo da prospettive inconsuete, capaci di sorprendere e disorientare l\u2019osservatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcune delle sue foto pi\u00f9 conosciute, come la scalinata o \u201cRagazza con Leica\u201d, si rende lapalissiano l\u2019uso intensamente grafico delle ombre, espressione evidente di quel rigore geometrico e compositivo che gli fu proprio fin dai primi quadri astratti creati in seno al Suprematismo.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong><em>Voglio cogliere alcune fotografie piuttosto incredibili che non sono mai state riprese prima &#8230; immagini che sono semplici e complesse al tempo stesso, che stupiscano e stravolgano la gente, devo raggiungere questo obiettivo in modo che la fotografia pu\u00f2 iniziare a essere considerata una forma d&#8217;arte.<\/em><\/strong>&#8220;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">scrisse nel suo diario il 14 marzo, 1934<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito, Rod\u010dhenko divenne sempre pi\u00f9 ossessionato dalle angolazioni estreme, convinto che:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<strong><em>i punti di vista pi\u00f9 interessanti di oggi sono dall&#8217;alto e dal basso\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo ora alla fotografia che ho scelto per il commento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"430\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/18\/aleksandr-michajlovic-rodchenko-and-the-pioneer\/pioneer-by-alexander-rodchenko\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?fit=4040%2C4733&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"4040,4733\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Pioneer-by-Alexander-Rodchenko\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?fit=256%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?fit=874%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter size-large wp-image-430\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?resize=874%2C1024\" alt=\"Pioneer-by-Alexander-Rodchenko\" width=\"874\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?resize=874%2C1024&amp;ssl=1 874w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?resize=256%2C300&amp;ssl=1 256w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?w=2280 2280w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Pioneer-by-Alexander-Rodchenko.jpg?w=3420 3420w\" sizes=\"auto, (max-width: 874px) 100vw, 874px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa fotografia che, se l\u2019avesse scattata chiunque di noi, avrebbe scatenato le critiche pi\u00f9 aspre, \u00e8 oggi annoverata tra i capolavori di Rod\u010dhenko: cerchiamo di comprenderne il motivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto va ricordato che si tratta di una fotografia scattata negli anni \u201930 e che fa parte di un lavoro molto pi\u00f9 ampio su questi ragazzi \u201cPioneer\u201d, che potremmo equiparare ai nostri Boyscout e che dovevano rappresentare un po\u2019 \u201cla migliore giovent\u00f9\u201d del regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia proprio per via di queste fotografie, Rod\u010dhenko, se da un lato ebbe grande eco presso i critici d\u2019arte, dall\u2019altro fu per lui l\u2019inizio del declino a livello del sistema comunista, i quanto fu accusato di essere diventato filo-borghese scattando delle immagini che, invece di inneggiare alla supremazia del lavoro operaio, strizzavano l\u2019occhio a un\u2019estetica astratta borghese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo la dice lunga sulle capacit\u00f2 culturali della Russia dell\u2019epoca, soprattutto essendo a conoscenza che il critico pi\u00f9 feroce fu proprio Trotsky, che rea considerato una delle menti pi\u00f9 illuminate.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Con l&#8217;inizio degli anni &#8217;30 le autorit\u00e0 non avevano pi\u00f9 la necessit\u00e0 di creare delle icone, ma avevano bisogno di persone che potessero essere comandate&#8221; &#8212; dice Sviblova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rod\u010dhenko, che &#8212; &#8220;ha insistito per fotografare le persone in modo individuale&#8221; &#8212; ha rifiutato di rientrare in quella categoria.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le polemiche su queste immagini e la critica tagliente:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cCome si possono riconoscere i visi vivi, gioiosi e aperti della giovane generazione comunista in questo nodo bestiale e grossolano di muscoli e in questo viso tagliato con l&#8217;ascia?\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rod\u010dhenko pass\u00f2 gran parte del resto della sua vita in un deserto artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora veniamo alla lettura vera e propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho esposto sopra, l\u2019autore ha incarnato la ricerca di una nuova prospettiva, infrangendo tutte le regole della \u201cbuona composizione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare ha parlato di \u201cripresa ombelicale\u201d per porre l\u2019accento su questa sua prospettiva esasperata, dal basso verso l\u2019alto, con la quale egli estremizza, quasi con violenza, i primi piani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli ci parla anche d\u2019immagini semplici e complesse allo stesso tempo, denotando in queste espressioni un\u2019enfatizzazione, probabilmente eccessiva, del suo credo artistico in prospettive particolarmente ardite d\u2019innovative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo questa immagine ci lascia molto perplessi ed \u00e8 complicato trovare qualcosa di buono sia da un punto di vista estetico che semiologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia la prima cosa che mi viene in mente \u00e8 di accostare il volto di questo ragazzo, deformato dalla proiezione prospettica, a una maschera classica della tragedia greca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte inferiore prominente e allargata, la bocca abbozzata in un sorriso un po&#8217; deforme perch\u00e9 esaltata da una dentatura particolarmente sofferta e le orecchie deformi sono gli elementi principali che richiamano alla mente la maschera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendendo in considerazione quest\u2019accostamento e tenuto conto che la maschera \u00e8 composta di linee disegnate, si pu\u00f2 classificare questa figura nell&#8217;ambito delle fotografie mitiche, nelle quali l&#8217;aspetto plastico \u00e8 caratterizzato da un elemento grafico molto evidente, in cui le fattezze umane sono convertite in tratti grafici elementari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procedendo con la nostra analisi, notiamo che la massa esuberante del mento incarna una sensazione d\u2019imponenza e di vigore, che sono proprie di un busto statuario e questo ci porta alla mente la forza muscolare che si sprigiona dai lineamenti di questo ragazzo e che, traslata in ambito politico, ci riconduce alla potenza della classe proletaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando quest\u2019aspetto, rimango particolarmente perplesso, poich\u00e9 penso che ci\u00f2 esprima un contrasto particolarmente stridente con le critiche che colpirono cos\u00ec duramente il povero Rod\u010dhenko.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli occhi, abbozzati come fessure prive di dettagli, esaltano il suo sorriso spensierato e ci narrano di una giovent\u00f9 che guarda fiduciosa verso un futuro, sicuramente positivo e rassicurante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutto quanto abbiamo raccolto come iconopoiesi nei tratti del volto, ci fanno da contrasto i padiglioni auricolari, la cui forma accartocciata e deforme toglie pathos alla stabilit\u00e0 psicologica del ritratto, gravando l\u2019immagine di un significato caricaturale e sminuente: non voluto dall\u2019autore? Non lo so, ma certamente lascia dell\u2019amaro in bocca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aleksandr Michajlovi\u010d Rod\u010dhenko nacque il 23 novembre 1981 a San Pietroburgo, presso una famiglia molto povera. Da giovane egli inizia a lavorare presso uno studio dentistico e diventa odontotecnico, anche se sembra un particolare trascurabile, in realt\u00e0 quest\u2019attivit\u00e0 gli valse l&#8217;acquisizione di un&#8217;ottima manualit\u00e0. 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