{"id":423,"date":"2015-06-16T10:59:26","date_gmt":"2015-06-16T08:59:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=423"},"modified":"2015-06-16T10:59:26","modified_gmt":"2015-06-16T08:59:26","slug":"thomas-ruff-tra-sachlichkeit-e-portrat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/16\/thomas-ruff-tra-sachlichkeit-e-portrat\/","title":{"rendered":"THOMAS RUFF TRA SACHLICHKEIT E PORTR\u00c4T"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"427\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/16\/thomas-ruff-tra-sachlichkeit-e-portrat\/selbst-2008\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/selbst-2008.jpg?fit=916%2C1181&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"916,1181\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"selbst 2008\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/selbst-2008.jpg?fit=233%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/selbst-2008.jpg?fit=794%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-427\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/selbst-2008.jpg?resize=233%2C300\" alt=\"selbst 2008\" width=\"233\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/selbst-2008.jpg?resize=233%2C300&amp;ssl=1 233w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/selbst-2008.jpg?resize=794%2C1024&amp;ssl=1 794w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/selbst-2008.jpg?w=916&amp;ssl=1 916w\" sizes=\"auto, (max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/>Thomas Ruff nasce nel 1958 a Zell am Harmersbach, figlio fotografico dei Bacher, diviene uno degli esponenti pi\u00f9 autorevoli della fotografia concettuale tedesca contemporanea, insieme a Gursky, H\u00fctter, Struth e H\u00f6fer.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ruff \u00e8 un fotografo poliedrico, dal punto di vista della sua produzione artistica, spazia dai ritratti, di cui ci occupiamo oggi, al nudo, all\u2019astratto puro, agli interni, all\u2019architettura e al paesaggio industriale, sempre e comunque attraverso una concezione concettuale della fotografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare andiamo ad analizzare la sua produzione di ritratti e vi propongo tre fotografie, che sono assolutamente assonanti e che pertanto si prestano a una lettura \u201ccollettiva\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere la fotografia di Ruff, bisogna partire da lontano e richiamarci alla tassonomia, cio\u00e8 alla classificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tassonomia presuppone una rigorosa e asettica classificazione degli organismi viventi (in principio), per cui \u00e8 rivolta alla ricerca scientifica e come tale \u00e8 caratterizzata da una visione impersonale e impassibile dei soggetti, che, nel caso della fotografia, devono essere ripresi senza alcuna interferenza mitica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richiamandosi ai principi della rigorosa neutralit\u00e0 tassonomica, ai primi del \u2018900 sorse in Germania nel particolare clima del primo dopoguerra (1923-24), tra i molteplici fermenti artistici di quell\u2019epoca aurea per l\u2019arte, una corrente artistica chiamata Neue Sachlichkeit (Nuova oggettivit\u00e0). Essa si afferm\u00f2 come reazione ai soggetti simbolici e fantastici dell&#8217;espressionismo e come esigenza di un ritorno alla realt\u00e0 oggettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">August Sander fu l\u2019esponente pi\u00f9 importante di questo movimento in ambito fotografico; egli s\u2019impose di catalogare tutte le varie arti e professioni, riprendendo ciascun soggetto evitando di registrare qualsiasi esternazione emozionale. Egli realizz\u00f2 un immenso archivio di ritratti, che alla luce della tassonomia va inteso come pura forma di conoscenza. Tuttavia questo movimento interess\u00f2 anche le altre arti figurative tra cui l\u2019impressionismo e il cubismo, Picasso ci mostra nel suo ritratto di Gertrude Stein, l\u2019anticipazione di alcune caratteristiche di questo filone e questo quadro ci torner\u00e0 utile pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo all\u2019attualit\u00e0 dobbiamo menzionare i coniugi Becher, che fondarono la loro scuola di fotografia, oggi nota come \u201cScuola di D\u00fcsseldorf\u201d, dalla quale sono usciti molti importanti fotografi concettuali contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia della loro scuola si rif\u00e0 ai concetti della Neue Sachlichkeit, in chiave tassonomica: famose sono le fotografie dei manufatti architettonici fotografati con occhio neutro e intento archivistico proprio dai Becher.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa scuola Ruff apprese la logica dell\u2019estraniazione e dell\u2019esclusione emotiva, propria di un\u2019oggettivit\u00e0 distaccata: tutto deve essere puro segno grafico, anche l\u2019elemento umano si transustanzia in oggetto, in una superfice neutra e priva di ogni connotazione affettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cito le sue parole:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cLa Fotografia finge di mostrare la realt\u00e0. Con la tecnica bisogna avvicinarsi il pi\u00f9 possibile alla realt\u00e0 per poterla imitare. Quando poi ci si avvicina cos\u00ec tanto, nello stesso momento, ci si rende conto che non \u00e8 la realt\u00e0.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccoci alle prese con le tre foto di Thomas, che ho scelto per questa lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"424\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/16\/thomas-ruff-tra-sachlichkeit-e-portrat\/trio\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/trio.jpg?fit=2253%2C1000&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"2253,1000\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"trio\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/trio.jpg?fit=300%2C133&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/trio.jpg?fit=1024%2C455&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter size-large wp-image-424\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/trio.jpg?resize=1024%2C455\" alt=\"trio\" width=\"1024\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/trio.jpg?resize=1024%2C455&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/trio.jpg?resize=300%2C133&amp;ssl=1 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattasi di fotografie concernenti il suo lavoro \u201dAnderen Portr\u00e4t\u201d (Altro Ritratto), eseguito negli anni \u201980 e \u201890, che egli esegu\u00ec riprendendo semplicemente i suoi amici e amiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente le foto erano in piccolo formato, poich\u00e9, come ha rivelato lo stesso Thomas in un\u2019intervista, a quei tempi non aveva i soldi per far stampare formati grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito furono stampate su grandi formati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservando queste fotografie, la prima cosa che c\u2019\u00e8 richiamata alla mente \u00e8 la banale fototessera, comune immagine senza apparentemente nulla che attragga e di un\u2019uniformit\u00e0, come potete ben osservare, assolutamente disarmante: sembrano quasi la stessa persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui cito ancora Ruff:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cNon credo che i miei ritratti possano rappresentare personaggi reali. Io non sono interessato a produrre una copia della mia interpretazione di un soggetto. \u00c8 pi\u00f9 la mia personale idea di fotografia che si accentua nei miei ritratti. Credo che la fotografia possa riprodurre solo la superficie delle cose. Lo stesso vale per un ritratto. Riprendo immagini di persone allo stesso modo di un busto di gesso.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cIo non credo nella fotografia di ritratto psicologizzante che fanno i miei colleghi, cercando di catturare il personaggio con un sacco di luci e ombre, &#8230;Questo metodo per me \u00e8 assolutamente inaccettabile. Posso mostrare solo la superficie. Qualunque cosa vada oltre \u00e8 quasi un azzardo.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo espresso prima le persone vi sono immortalate in stile fototessera, avulse da ogni situazione emotiva, con il viso fisso, privo di emozioni evidenti, tanto che chi guarda rimane sorpreso di come il proprio tentativo di attuare un&#8217;osservazione analitica, s\u2019infranga dovendo costatare il fallimento di questa convenzione visiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci \u00e8 concesso osservare unicamente l&#8217;aspetto esteriore di questi sconosciuti, ma a differenza di quanto avviene in ritratti di altri altri autori, questo non si apre verso lo spettatore, che resta prigioniero dello status di un volto estraniato, il quale nulla gli racconta del suo stato psicologico interiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutte le immagini il soggetto \u00e8 ripreso solo dalla parte superiore del busto alla testa, con uno sfondo rigorosamente bianco e uniforme, i volti sono appiattiti da una luce frontale che cancella ogni ombra che possa, in qualche modo, suggerire qualche caratteristica psicologica della persona ritratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi ritratti, per confermare le sue parole, sono la negazione di qualsiasi concezione psicologizzante dell&#8217;immagine: non vogliono affermare nulla a proposito delle persone rappresentate, ma mostrare unicamente come funziona il ritratto dal punto di vista fotografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La negazione della soggettivit\u00e0 e l&#8217;appiattimento dell&#8217;immagine provocano una serie di conseguenze, quale l&#8217;incapacit\u00e0 di un dialogo sul piano psicologico ed emotivo tra il fotografo e la persona ritratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente osservando la fotografia, non possiamo percepire alcun tipo di relazione o di mutua interazione, tra i due protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal modo, il viso diventa una sorta di pretesto o un motivo a s\u00e9 stante: un banale oggetto della vita quotidiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza gli artisti del ritratto oggettivo vogliono mostrare le apparenze, le immagini, e in effetti, i volti per loro sono solo delle semplici superfici, sostenendo cos\u00ec che la fotografia \u00e8 solo &#8220;rappresentazione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citando ancora Ruff:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cSono convinto che la fotografia possa mostrare unicamente la superfice degli oggetti.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con queste parole egli ci conferma che nella sua fotografia esistono due assiomi: le persone come oggetti e la capacit\u00e0 della fotografia di esprimere unicamente la riproduzione oggettiva di superfici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca Ruff, quindi, non \u00e8 quella di proporre un ritratto seguendo la comune significazione, ma di riprodurre unicamente il tratto grafico del viso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8, in definitiva, una negazione del ritratto inteso come fenomeno antropologico, bens\u00ec esso c\u2019\u00e8 sottoposto come oggetto legato solo a questioni di approcci formali e concettuali, in cui, ricordiamo, domina la condanna della soggettivit\u00e0 e individualit\u00e0 a favore di una genericit\u00e0 uniformatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec per determinare la caratteristica di genericit\u00e0, Ruff distrugge qualsiasi ricerca dei tratti espressivi, come se i suoi modelli indossassero una maschera, che possa trasformarli nell\u2019oggetto il pi\u00f9 comune, il pi\u00f9 neutrale, pi\u00f9 indifferente possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citando Nietzsche:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cTutto ci\u00f2\u0300 che \u00e8 profondo ama la maschera (&#8230;). Ogni spirito profondo ha bisogno di una maschera: e pi\u00f9\u0300 ancora, intorno a ogni spirito profondo cresce continuamente una maschera, grazie alla costantemente falsa, cio\u00e8\u0300 superficiale interpretazione di ogni parola, di ogni passo, di ogni segno di vita che egli d\u00e0.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora noi notiamo che Ruff utilizza la sua tecnica di ripresa come maschera, con la finalit\u00e0 di cancellare, in modo letterale, la personalit\u00e0 del soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui possiamo introdurre le analogie tra i ritratti delle \u201cmaschere\u201d di Picasso, con Ruff, accomunate dall&#8217;idea della sostituzione, ma dobbiamo anche osservare il diverso ruolo che svolgono nelle opere dei due artisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre precisare che influssi della Neue Sachlichkeit, si riverberarono anche in diversi altri movimenti artistici quali la metafisica e il cubismo; Picasso, gi\u00e0 agli esordi, sub\u00ec questi condizionamenti, che sono particolarmente evidenti nel ritratto di Gertrude Stein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"425\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/16\/thomas-ruff-tra-sachlichkeit-e-portrat\/portrait-de-gertrude-stein\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/portrait-de-Gertrude-Stein-e1434444902527.jpg?fit=820%2C1007&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"820,1007\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"portrait de Gertrude Stein\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/portrait-de-Gertrude-Stein-e1434444902527.jpg?fit=244%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/portrait-de-Gertrude-Stein-e1434444902527.jpg?fit=820%2C1007&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter wp-image-425\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/portrait-de-Gertrude-Stein-e1434444902527.jpg?resize=651%2C800\" alt=\"portrait de Gertrude Stein\" width=\"651\" height=\"800\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo ritratto, tuttavia, la maschera nasconde un&#8217;entit\u00e0, un\u2019individualit\u00e0 che pu\u00f2 essere riconosciuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Picasso la maschera funziona come &#8220;avanzamento&#8221;, uno sforzo verso la ricerca dell\u2019individualit\u00e0 del soggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa maschera possiede una sua dinamica, che prolunga l\u2019effetto di movimento della figura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maschera di Ruff, al contrario, \u00e8 pesante e inattiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cambia il volto certamente, ma per quanto riguarda li tratti che la rappresentano, non provoca questo effetto &#8220;dinamico&#8221; propria della nuova soggettivit\u00e0 che si riscontra nel ritratto di Picasso e qui si differenziano le due filosofie concettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia i ritratti di Thomas ci riservano altre sorprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R\u00e9gis Durand sostiene che le immagini di Thomas Ruff racchiudono la caratteristica di un rapporto antagonistico tra vicinanza e distanza percettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli dice che:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;Le sue immagini sembrano semplici, tuttavia tanto pi\u00f9 ci si avvicina al soggetto tanto pi\u00f9 questo si allontana.&#8221;<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea proposta dall&#8217;autore \u00e8 molto interessante: in questo spazio, vi \u00e8 un vuoto, una distanza, un tirarsi indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel ritratto il viso \u00e8 ripreso cos\u00ec da vicino che non si percepisce alcuna distanza o intervallo spazio-tempo, o temporalit\u00e0, tuttavia tanto pi\u00f9 ci si avvicina a osservarlo e tanto pi\u00f9 sembra allontanarsi soprattutto in termini psicologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intendo dire che tanto pi\u00f9 s\u2019insite a osservare l\u2019immagine del soggetto, tanto meno informazioni se ne derivano circa il suo habitus psicologico, la sua personalit\u00e0, il suo carattere o anche, banalmente, il suo status sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si crea pertanto una sorta di deformazione spazio-temporale, che disorienta e confonde l\u2019osservatore e in questo modo Ruff centra in pieno il suo obiettivo concettuale, cio\u00e8 di spogliare la persona di ogni riferimento umano e tramutarla in una superfice geometrica da esplorare, cos\u00ec come potremmo fare con qualunque oggetto inanimato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo aspetto che dobbiamo esplorare riguarda il rapporto tra il clima politico di quegli anni e la sensibilit\u00e0 di Ruff.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano anni di tensioni, attentati e di divisioni tra est e ovest; anni di controlli assillanti, sospetti e delazioni, senza momenti di vera serenit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se vogliamo gettare uno sguardo asettico ai suoi ritratti, in fondo, potremmo interpretati anche come la falsariga delle foto dei passaporti e delle carte di identit\u00e0, dove \u00e8 appunto la persona a dover corrispondere all\u2019immagine durante il controllo, e non viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ruff, in alcune sue dichiarazioni, ha chiarito il latente significato politico di questo riferimento, mettendolo in relazione con il clima politico della Germania di quegli anni, caratterizzato, come abbiamo riportato sopra, dalla perdurante paura del terrorismo e dalla conseguente paranoia del controllo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccomi arrivato alla conclusione, e qui vorrei sottolineare come non si deve mai sottovalutare una fotografia, anche se apparentemente banale, ma come sia sempre buona cosa documentarsi e sforzarsi di farne una lettura approfondita, senza fermarsi alle epidermiche sensazioni della superficialit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Thomas Ruff nasce nel 1958 a Zell am Harmersbach, figlio fotografico dei Bacher, diviene uno degli esponenti pi\u00f9 autorevoli della fotografia concettuale tedesca contemporanea, insieme a Gursky, H\u00fctter, Struth e H\u00f6fer. 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