{"id":240,"date":"2015-06-01T21:58:01","date_gmt":"2015-06-01T19:58:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=240"},"modified":"2015-06-01T21:58:01","modified_gmt":"2015-06-01T19:58:01","slug":"torchiarolo-milano-sola-andata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/01\/torchiarolo-milano-sola-andata\/","title":{"rendered":"TORCHIAROLO &#8211; MILANO, SOLA ANDATA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"241\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/06\/01\/torchiarolo-milano-sola-andata\/duomo\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/duomo.jpg?fit=514%2C800&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"514,800\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"duomo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/duomo.jpg?fit=193%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/duomo.jpg?fit=514%2C800&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-241\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/duomo.jpg?resize=193%2C300\" alt=\"duomo\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/duomo.jpg?resize=193%2C300&amp;ssl=1 193w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/duomo.jpg?w=514&amp;ssl=1 514w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/>Pio Tarantini, uomo semplice, ma acuto osservatore e d&#8217;intelligenza non comune, ci regala una sua visione della &#8220;Milano da fotografare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pio \u00e8 un fotografo professionista creativo, umile come le sue radici, ma di grandi capacit\u00e0, insegna anche fotografia allo IED e, nel suo ruolo di saggista, ci ha donato l&#8217;ultimo suo lavoro: &#8220;FOTOGRAFIA ARABA FENICE\u00a0NOTE SPARSE TRA FOTOGRAFIA, CULTURA E IL MESTIERE DEL VIVERE&#8221; Quinlan Editore, 2014<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.pio.tarantini.com\" target=\"_blank\">Qui il suo sito<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">_________________________________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"line-height: 1.5;\">Dal blog \u201cFotocrazia\u201d di Michele Smargiassi su Repubblica.it<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intervento di Pio Tarantini sull\u2019articolo \u201cMilano che fatica\u201d del 13 maggio 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Milano \u00e8 una malattia, di quelle inguaribili, e non resisto alla tentazione di intervenire su questo argomento, soprattutto dopo aver letto gli interventi degli amici Giovanna Calvenzi e Cesare Colombo, con cui sono sostanzialmente d\u2019accordo, in particolare in merito alla componente dialettica che sollevano sulle ombre e luci di questa citt\u00e0 che si ama e si odia come il borgo leopardiano nella versione contemporanea di Leviatano urbanistico.<br \/>\nMi permetto di aggiungere qualche nota per diversi motivi: biografici innanzitutto, perch\u00e9 anche io sono un immigrato in questa citt\u00e0 ed essendoci arrivato da un piccolo paese del Sud-Est d\u2019Italia ho vissuto in prima persona lo sradicamento\/radicamento, per cui Milano da molti decenni \u00e8 diventata la \u201cmia citt\u00e0\u201d; questa osservazione personale, in questa sede, ha senso perch\u00e9 assume ovviamente un valore politico-sociale, perch\u00e9 \u00e8 una testimonianza della ondata di emigrazione interna al nostro Paese degli anni settanta, anche se per il sottoscritto e tanti altri si tratt\u00f2 di un\u2019emigrazione privilegiata, di chi vedeva nel capoluogo lombardo la versione italiana della metropoli americana, la terra su cui si poteva costruire un progetto di vita. E cos\u00ec \u00e8 stato: io, come tanti altri, non potrei pi\u00f9 vivere lontano da questa citt\u00e0: pur senza il mare, non lontano dalle cui rive sono nato e cresciuto, senza un fiume, senza colline o montagne \u2013 che quando appaiono all\u2019orizzonte nelle giornate terse ci fanno gridare al miracolo. Se il mio imprinting sensoriale mi fa commuovere davanti alla bellezza di altre citt\u00e0 italiane \u2013 da Roma a Napoli, solo per citare le pi\u00f9 grandi \u2013 la mia razionalit\u00e0 mi rende milanese-dipendente: \u00e8 vero, come \u00e8 stato scritto in altri interventi di questo blog, che la bellezza discreta di Milano, le opportunit\u00e0 che offre, l\u2019efficienza dei servizi e tanti altri aspetti positivi sono conquiste alle quali non si riesce pi\u00f9 a rinunciare. Da questo punto di vista, \u00e8 doloroso dirlo, Milano esce vincente pi\u00f9 che per i suoi meriti per i ritardi \u2013 \u00e8 un eufemismo \u2013 delle altre grandi citt\u00e0 italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista fotografico Milano \u00e8 diventata probabilmente la citt\u00e0 pi\u00f9 fotografata, da un punto di vista della ricerca d\u2019autore, d\u2019Italia, perch\u00e9 \u00e8 una citt\u00e0 che cambia rapidamente: dalla citt\u00e0-fabbrica cristallizzata per sempre da Paolo Monti, Gabriele Basilico e tanti altri alla citt\u00e0 dei servizi, del terziario avanzato, testimoniato da numerosissimi reportage attuali, con approcci e modalit\u00e0 stilistiche pi\u00f9 diverse.<br \/>\nNon ho avuto ancora modo di andare a vedere la mostra in questione, lo far\u00f2 prima della sua chiusura, ma dalle immagini postate in questo blog sembrerebbe un approccio un po\u2019 nostalgico \u2013 e su questo niente di male: la nostalgia, lo sguardo al passato, a ci\u00f2 che \u201c\u00e8 stato\u201d, \u00e8 consustanziale al linguaggio fotografico \u2013 ma io sono tra coloro che, senza abbandonare una lettura critica del territorio e delle manifestazioni sociali che ne scaturiscono, cerco anche di vederne i lati positivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fare un esempio legato alla immagine scelta da Michele in apertura, il cantiere davanti a San Siro, io non lo vedo come un paesaggio desolato ma come un momento di trasformazione da cui \u00e8 scaturita una fermata della metropolitana che adesso mi fa arrivare da casa mia a San Siro in quindici minuti con una metropolitana automatizzata tra le pi\u00f9 avanzate al mondo. O no? E non dimentichiamo che quando si parla di Milano oggi non possiamo pi\u00f9 pensare soltanto alla citt\u00e0 storica e determinata nei suoi confini amministrativi: oggi si deve pensare in termini di citt\u00e0 metropolitana, un agglomerato che include non soltanto l\u2019hinterland pi\u00f9 immediato ma che si espande per decine di chilometri: Milano ne \u00e8 il centro e se l\u2019emozione mi ammutol\u00ec quando sbarcai per la prima volta sotto la campata della Stazione Centrale che avevo visto nell\u2019incipit del viscontiano \u201cRocco e i suoi fratelli\u201d spero che la stessa emozione colpisca il contemporaneo fruitore davanti al nuovo skyline nato negli ultimi anni. Poi discutiamo anche di speculazione edilizia, di profitto, di diverse valutazioni critiche urbanistico-architettoniche: la constatazione del cambiamento non vuol dire adesione acritica n\u00e9 critica pregiudiziale. \u00c8 compito del fotografo cercare di cogliere il passaggio tra il passato e il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedo scusa a Michele e ai lettori per la lunghezza poco educata di questo intervento ma l\u2019argomento mi sta a cuore perch\u00e9 come fotografo e studioso ci lavoro da pi\u00f9 di trent\u2019anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari saluti a tutti, Pio Tarantini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pio Tarantini, uomo semplice, ma acuto osservatore e d&#8217;intelligenza non comune, ci regala una sua visione della &#8220;Milano da fotografare&#8221;. 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