{"id":193,"date":"2015-05-26T10:42:10","date_gmt":"2015-05-26T08:42:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=193"},"modified":"2015-05-26T10:42:10","modified_gmt":"2015-05-26T08:42:10","slug":"attraversando-il-giardino-del-diavolo-con-nan-goldin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/05\/26\/attraversando-il-giardino-del-diavolo-con-nan-goldin\/","title":{"rendered":"ATTRAVERSANDO IL GIARDINO DEL DIAVOLO CON NAN GOLDIN"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_203\" aria-describedby=\"caption-attachment-203\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"203\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/05\/26\/attraversando-il-giardino-del-diavolo-con-nan-goldin\/nan-one-month-after-being-battered-1984-by-nan-goldin-born-1953\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/NAN_GOLDIN-e1432628405711.jpg?fit=600%2C402&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"600,402\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Nan one month after being battered 1984 Nan Goldin born 1953 Purchased 1997 http:\/\/www.tate.org.uk\/art\/work\/P78045&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;(c) Nan Goldin, courtesy Matthew Marks Gallery, New York \/ Photo (c) Tate&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Nan one month after being battered 1984 by Nan Goldin born 1953&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Nan one month after being battered 1984 by Nan Goldin born 1953\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Nan one month after being battered 1984 Nan Goldin born 1953 Purchased 1997 http:\/\/www.tate.org.uk\/art\/work\/P78045&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/NAN_GOLDIN-e1432628405711.jpg?fit=300%2C201&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/NAN_GOLDIN-e1432628405711.jpg?fit=1024%2C685&amp;ssl=1\" class=\"size-medium wp-image-203\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/NAN_GOLDIN.jpg?resize=300%2C201\" alt=\"Nan one month after being battered 1984 Nan Goldin born 1953 Purchased 1997 http:\/\/www.tate.org.uk\/art\/work\/P78045\" width=\"300\" height=\"201\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-203\" class=\"wp-caption-text\">Nan Goldin<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una volta il mondo dei bigotti avrebbe definito Nan Goldin, come la \u201cFotografa maledetta\u201d o \u201cFotografa del diavolo\u201d, tant\u2019\u00e8 che lei ha pubblicato \u201cIl Giardino Del Diavolo\u201d, che rappresenta la summa della sua produzione artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nan nasce a Washington D.C. nel 1953 da famiglia ebrea, ma cresce a Boston, dove la sua passione per la fotografia nasce all&#8217;et\u00e0 di quindici anni grazie un insegnante che prestava le macchine fotografiche Polaroid agli studenti della Satya Community School di Boston, che lei frequentava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua vita fu profondamente segnata dal tragico episodio del suicidio della sorella Barbara, diciottenne, nel 1965. La mancata elaborazione del lutto da parte sua e soprattutto della famiglia, che, per vergogna, si rifiut\u00f2 sempre di affrontare l\u2019argomento (anche con lei), la traumatizz\u00f2 profondamente. Ella inizi\u00f2 il suo approccio con la fotografia riprendendo i suoi genitori e parenti, con un atteggiamento puramente documentale, cercando di fissare i suoi ricordi di famiglia; in seguito, emergendo il suo spirito ribelle e incline alla scoperta dell\u2019umanit\u00e0 emarginata, si spinse ad avvicinare e frequentare gruppi di omosessuali e persone ai confini della societ\u00e0, con le quali non solo ne condivise il modo di vivere, ma ne assorb\u00ec anche le condizioni sociali e umane, tanto da instaurare un rapporto affettivo e profondo con David Armstrong, omosessuale, con il quale frequent\u00f2 quegli ambienti iniziando un percorso fotografico in cui il \u201cdocumento del vissuto\u201d s\u2019incarna profondamente nella sua iconografia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto importante anche il suo rapporto con Brian, che sfoci\u00f2 in atti di violenza, tanto che ella sub\u00ec un tentativo di omicidio, e che Nan immortal\u00f2 nel famoso autoritratto \u201cNan after being battered, 1984\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui cito una sua frase che ci riassume molto bene il background del suo essere fotografa:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIl mio lavoro si basa sulla memoria. Per me \u00e8 fondamentale avere un ricordo di chi mi \u00e8 stato vicino, per consentirgli di vivere per sempre.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nan ha di fronte alla fotografia un atteggiamento prettamente femminile, tanto che le sue fotografie, nella loro apparente semplicit\u00e0, assomigliano a quelle di un album fotografico di famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In esse, per\u00f2, non troviamo attimi di felice intimit\u00e0 familiare, ma momenti di un vissuto non certo convenzionale o perbenista, anzi in quegli ambienti, che il comune senso del pudore, espressione di una diffusa ipocrisia puritana propria del nord-est americano, tende a relegare nell&#8217;ultimo angolo di un mondo considerato come il ghetto dell\u2019amoralit\u00e0, quello dove, di solito, l&#8217;occhio della gente per bene non arriva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la Goldin, ci guida per mano, come Dante nell\u2019Inferno, mossa non certo dallo spirito voyeuristico di chi osserva con intima soddisfazione carnale, per poi emettere sentenze di condanna, ma piuttosto mossa dalla voglia di ricordare frangenti di vita ai quali fu parte e comprimaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto comprimaria da produrre molte immagini dove appare lei stessa: non dietro, ma davanti al mirino, divenendo direttamente parte del ricordo, della storia, anche come protagonista. I suoi amici, amiche e parenti sono ripresi in attimi di vita intima, dove Nan non si sente estranea, ma attiva partecipe e non prende mai le distanze da chi le sta di fronte, l&#8217;obiettivo non funge da filtro ma quasi scompare grazie alla grande intimit\u00e0 che intercorre fra la fotografa e i soggetti ritratti, a proposito dei quali la stessa ammette:<\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Non sono un&#8217;imbucata. Questa \u00e8 la mia festa. Questa \u00e8 la mia famiglia, la mia storia&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Famiglia e storie che tante volte narrano di sofferenza e disadattamento e che lei ci racconta con la ferma crudezza della realt\u00e0 documentale. Omosessualit\u00e0, malattia, violenza sono affrontati con grande coraggio sia in termini di forza d\u2019animo, che iconografici. Ma la sua fotografia non \u00e8 solo ricordo di violenza, bens\u00ec anche momenti di dolcezza, di un istinto materno che lei non ha mai potuto riversare su un suo figlio; ecco che i figli di amici, in tante sue riprese, divengono come suoi. Ella se ne appropria in un abbraccio di amore attraverso scatti che riescono pienamente ad esprimere sentimenti profondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella della Goldin \u00e8 quindi una fotografia che possiamo ontologizzare tra la \u201cfotografia documentale\u201d. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec semplice? Vediamolo analizzando le sue immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa volta vi propongo la lettura simultanea di ben tre fotografie, che per il loro contenuto, sono, a mio parere, assolutamente assimilabili, non solo, ma inserisco un nuovo elemento nella lettura delle fotografie: l\u2019interculturalit\u00e0. Ovvero come la lettura di una fotografia ci porti a usare gli stessi parametri per la pittura e a comprendere il legame profondo tra queste due arti, che spesso s\u2019incontrano sia sul piano semiologico, che interpretativo e analitico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_200\" aria-describedby=\"caption-attachment-200\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"200\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/05\/26\/attraversando-il-giardino-del-diavolo-con-nan-goldin\/nan-and-brian-in-bed\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Nan-and-Brian-in-Bed.jpg?fit=1600%2C1025&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1600,1025\" data-comments-opened=\"1\" 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class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"198\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/05\/26\/attraversando-il-giardino-del-diavolo-con-nan-goldin\/greer-and-robert-on-the-bed-nyc-1982-by-nan-goldin-born-1953\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Greer-and-Robert-on-the-bed-NYC-1982.jpg?fit=1344%2C914&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1344,914\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Greer and Robert on the bed, NYC 1982 Nan Goldin born 1953 Purchased 1997 http:\/\/www.tate.org.uk\/art\/work\/P78044&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;(c) Nan Goldin, courtesy Matthew Marks Gallery, New York \/ Photo (c) 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\/>\n<\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservando le tre immagini salta subito all\u2019occhio che sono accomunate da alcune semplici, ma significative, caratteristiche semiologiche: in tutte sono riprese due persone, una verticale e una orizzontale; tutte le scene rendono la sensazione che tra i due protagonisti vi sia stato un rapporto carnale, ormai esaurito, e che aleggi tra loro un senso di indifferente insoddisfazione; la luce proviene da un unico punto, verosimilmente una finestra; tutte rimandano in modo impressionante al dipinto di Hopper.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_196\" aria-describedby=\"caption-attachment-196\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"196\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/05\/26\/attraversando-il-giardino-del-diavolo-con-nan-goldin\/excursion-into-philosophy-1959-edward-hopper\/\" 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class=\"wp-caption-text\">Excursion into Philosophy<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"img-lightbox\" href=\"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Excursion-into-Philosophy-1959-Edward-Hopper.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-3\" data-imagelightbox=\"3\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\nIngrandisci<br \/>\n<\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, considerando la lettura interculturale, devo fare una breve digressione su Hopper.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Edward Hopper fu un pittore della corrente realista e acerrimo critico dell\u2019arte astratta e delle avanguardie, contro le quali dichiar\u00f2:<\/p>\n<blockquote><p>\u201c<em>La grande arte \u00e8 l\u2019espressione visibile della vita interiore di un artista, e da questa vita interiore nascer\u00e0 la sua personale visione del mondo. Nessuna abile invenzione pu\u00f2 rimpiazzare un elemento fondamentale come l\u2019immaginazione. Una delle debolezze di tanta pittura astratta \u00e8 il tentativo di sostituire le invenzioni dell\u2019intelletto a una concezione derivante dalla pura fantasia. La vita interiore di un uomo \u00e8 un regno vasto e variegato e non riguarda solo piacevoli accordi di colore, forma e disegno<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi quadri, apparentemente semplici e d\u2019immediata lettura, in realt\u00e0 nascondono un continuo slittamento del senso per via di significati costruiti dal suo subconscio, che si rivela in quel non so che di spietato e di amaro che sprigiona da molte delle sue raffigurazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal suo quadro ne esce un\u2019umanit\u00e0 sconfitta, una distanza nei rapporti umani che l\u2019amore fisico non riesce a colmare e la depressione \u00e8 lo stato d\u2019animo che aleggia tra i protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente, ritornando alle fotografie di Nan, sembra di rivivere le stesse sensazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando l\u2019indifferenza nei rapporti tra gli attori, s\u2019indovina anche uno stato di \u201cquasi disperazione\u201d e che l\u2019unico rifugio di un rapporto non concluso o deprimente, sia l\u2019evasione o l\u2019ignorarsi: delusa evasione altrove o indifferenza sembrano le uniche conseguenze possibili del rapporto di coppia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rappresentazione di coppie bloccate nelle loro relazioni e, come scrisse Burchfield, pervase da un silenzio quasi mortale, esprime un certo pessimismo della Goldin nei confronti dell\u2019umanit\u00e0: se nemmeno nella sfera pi\u00f9 intima \u00e8 possibile una comunicazione e l\u2019apertura all\u2019altro, come pensare che ci\u00f2 sia possibile nei rapporti sociali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco quindi come un\u2019analisi psicologica dei rapporti tra i soggetti ritratti e un accostamento a un dipinto ci possono aiutare nell\u2019interpretazione di fotografie e come risulti estremamente stretto il rapporto interculturale tra forme artistiche diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spingendoci in un\u2019analisi iconopoietica, le tre fotografie narrano proprio questi sentimenti, che si ritrovano anche nel dipinto di Edward.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrando pi\u00f9 nel dettaglio scopriamo che nella prima fotografia, che \u00e8 una delle pi\u00f9 famose della Goldin, sopra il letto, campeggia il ritratto di Brian, nello stesso atteggiamento attuale: un uomo che fuma, incurante e indifferente nei confronti degli altri e, in fondo, della vita. Ma Nan, che ancora prova affezione, afferma cos\u00ec il sentimento profondo che la lega a quest\u2019uomo, verso il quale prova ancora un\u2019incondizionata venerazione, tanto da trasformarlo in un\u2019icona quasi da adorare. Nel suo sguardo, tuttavia, troviamo un senso di rimprovero misto a paura \u2013 non dimentichiamoci che lui tent\u00f2 di ucciderla -, ma anche la consapevolezza di un rapporto finito. La tensione tra i due \u00e8 palpabile, in un realismo documentale sconcertante, essa travalica lo spazio topologico e penetra direttamente nell\u2019intimo dell\u2019osservatore rendendolo presente e partecipe. Una capacit\u00e0 narrativa sicuramente non comune e di grande spessore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente nella seconda fotografia, che forse si avvicina pi\u00f9 delle altre, al contenuto del dipinto di Hopper, troviamo un rapporto interrotto. Tra i due non corre alcuno sguardo, nessuna interazione, cos\u00ec ci viene trasmesso il senso di vuoto affettivo proprio di un amore finito. Anche gli sguardi, assolutamente divergenti, sottolineano con grande enfasi questo stato d\u2019animo. La mano che lei tiene sul polso, come a massaggiare una zona dolente, ci richiama a qualcosa di violento, a una lite; analogamente la posizione dell\u2019uomo ci porta a immaginare lo sfogo dopo un\u2019accesa discussione. Anche qui troviamo la sofferenza e la depressione di un sentimento finito, l\u2019ansia dell\u2019abbandono e la paura della solitudine, tutte immagini proprie di un impulso interiore comune anche alla raffigurazione di Hopper.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza fotografia si discosta un po\u2019 dalle altre due. Pur sottolineando il disinteresse dei due soggetti, l\u2019uno nei riguardi dell\u2019altro, qui non si respira un\u2019aria pesante di tensione violenta, sottolineata dall\u2019inversione dei ruoli, cio\u00e8 la donna verticale e l\u2019uomo orizzontale. Anzi qui l\u2019indifferenza non trova il suo punctum quale estrinsecazione di un sentimento esausto, ma d\u00e0 la sensazione della conclusione di un formale rapporto di meretricio: lei che si veste e sta per uscire, lui che rovista alla ricerca dei suoi abiti. Si avverte la totale mancanza di trasporto affettivo, come avviene in incontri occasionali e tale percezione \u00e8 rafforzata proprio da una serenit\u00e0 quasi surreale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre fotografie e un dipinto, uniti da una chiave interpretativa comune, un interscambio di sensazioni affettive che pone tutti sullo stesso piano ermeneutico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come possiamo noi leggere tanti sentimenti in queste immagini? Quali sono i vari \u201cpunctum\u201d che ci guidano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto il contrasto introspettivo tra verticalit\u00e0 e orizzontalit\u00e0, la verticalit\u00e0 evoca antigravit\u00e0, fatica, reazione, ansia; l\u2019orizzontalit\u00e0 quiete, remissione, accettazione. Lo scontrarsi di questi elementi acuisce la percezione della tensione, in particolare se l\u2019elemento verticale \u00e8 il maschio, che rappresenta la forza, la violenza e il dominio. Tale sensazione \u00e8 invertita se a essere verticale \u00e8 la donna, come appunto nella terza foto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli altri elementi sono gli sguardi, che ci comunicano una serie di dati precisi su gli stati d\u2019animo dei personaggi, cos\u00ec come gli atteggiamenti degli arti: un linguaggio corporeo che il nostro encefalo, confrontandolo con un nutrito background culturale \u00e8 in grado di interpretare agevolmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine bisogna avere chiaro in mente che tutti questi elementi, che io ho sezionato quasi anatomicamente, non sono parti staccate che vengono poi ricomposte in un\u2019unica intuizione, ma fanno parte di un \u201cunicum\u201d che il nostro encefalo elabora assimilandoli tutti contemporaneamente e ricavandone un\u2019informazione finale che supera, da un punto di vista esegetico, la somma delle singole parti, come ben descritto nella psicologia della Gestalt.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le sue fotografie, Nan, non ci restituisce soltanto una registrazione documentale di episodi della sua quotidianit\u00e0 o dell\u2019intimit\u00e0, a volte controversa dei suoi amici, ma ci rende partecipi in prima persona di forti emozioni, ci spinge al limite di un mondo dove la degenerazione e la pi\u00f9 sfrenata libert\u00e0 di sentimenti divengono prassi e stile di vita. Cos\u00ec la nostra Nan infrange quel sottile diaframma che separa la banalit\u00e0 dal capolavoro, l\u2019ovvio dal geniale. E lo stesso vale per Edward Hopper.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta il mondo dei bigotti avrebbe definito Nan Goldin, come la \u201cFotografa maledetta\u201d o \u201cFotografa del diavolo\u201d, tant\u2019\u00e8 che lei ha pubblicato \u201cIl Giardino Del Diavolo\u201d, che rappresenta la summa della sua produzione artistica. 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