{"id":1124,"date":"2016-05-28T22:27:29","date_gmt":"2016-05-28T20:27:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=1124"},"modified":"2016-05-28T22:27:29","modified_gmt":"2016-05-28T20:27:29","slug":"pragmatica-della-visione-in-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2016\/05\/28\/pragmatica-della-visione-in-fotografia\/","title":{"rendered":"PRAGMATICA DELLA VISIONE IN FOTOGRAFIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1049\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/11\/23\/fotografia-come-emozione-no-grazie\/collini\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?fit=660%2C877&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"660,877\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1275133616&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Collini\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?fit=226%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?fit=660%2C877&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?resize=150%2C150\" alt=\"Collini\" width=\"150\" height=\"150\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1049\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?resize=260%2C260&amp;ssl=1 260w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?resize=100%2C100&amp;ssl=1 100w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?resize=60%2C60&amp;ssl=1 60w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>La visione comporta a livello cerebrale l\u2019attivazione di ampie e complesse strutture anatomico-funzionali, seguita solo dalla verbalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo funzionamento prevede l\u2019utilizzo di una larga parte delle strutture neuronali del nostro encefalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente questa mia trattazione sar\u00e0 la pi\u00f9 semplice e coincisa possibile, trattandosi di un articolo con il quale desidero solo dare dei semplici suggerimenti e non certamente di affrontare un trattato organico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi occuper\u00f2 quindi di illustrare le correlazioni anatomo funzionali e di spiegare come l\u2019attivazione di questi circuiti neuronali possano portare ciascuno di noi verso il riconoscimento dell\u2019oggetto \u2013inteso in senso lato- nella fotografia e le relazioni tra esso e la sua collocazione in un complesso rapporto tra la sua immagine mentale (visema) e il suo significato concettuale (noema) e come tale intersecazione porti verso una corretta lettura della fotografia, a prescindere da una sua valutazione estetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anatomicamente la visione prevede un sistema di input, che \u00e8 rappresentato dagli occhi e dalle vie nervose di trasferimento dello stimolo visivo quali i nervi ottici e dal sistema primario di elaborazione sito nella regione occipitale dell\u2019encefalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stimolazione visiva, tuttavia, comporta l\u2019attivazione di altre aree cerebrali molto pi\u00f9 estese e complesse che coinvolgono i centri di elaborazione delle emozioni e della parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ora cerchiamo di comprendere le fasi che portano alla formazione nella nostra mente di quella che chiamiamo immagine visiva e successivamente del visema e dell\u2019idema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stimolo visivo procede dall\u2019occhio all\u2019encefalo dove d\u00e0 luogo alla formazione di una immagine nella nostra mente, che prende il nome di visema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il visema ancora non \u00e8 identificato, ad esempio se noi vediamo un cane l\u2019immagine che si forma nella nostra mente prende il nome di visema. Il visema \u00e8 riferito anche alle immagini che vengono immagazzinate nella memoria, cio\u00e8 \u00e8 un visema anche l\u2019immagine di un cane che anzich\u00e9 vederlo con gli occhi, lo richiamiamo alla nostra mente ad occhi chiusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il visema viene sottoposto ad una elaborazione complessa che prevede delle fasi che ancora oggi sono in discussione, comunque quella che ritengo sia pi\u00f9 plausibile ritiene che il visema venga scomposto in forme molto pi\u00f9 semplici e confrontate con quanto abbiamo in memoria, finch\u00e8 non si forma un collegamento immagine-parola e quindi non gli venga attribuito un senso compiuto, cio\u00e8 un idema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idema, oltre a potersi formare da solo e quindi essere responsabile della \u201cfantasia\u201d e generare a sua volta dei visemi, rappresenta l\u2019aspetto concettuale dell\u2019immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In fotografia noi siamo costretti a leggere immagini bidimensionali che vengono elaborate formando idemi non bidimensionali ma tridimensionali, anche se la sensazione immediata \u00e8 di vedere una fotografia su un foglio o lo schermo di un computer. La tridimensionalit\u00e0 la ricreiamo nella nostra mente soprattutto quando ci concentriamo su un particolare dell\u2019immagine (il \u201cPunctum\u201d di buona memoria barthesiana\u2026), grazie al fenomeno dell\u2019esclusione, cio\u00e8 alla capacit\u00e0 del nostro encefalo di sfuocare e ridurre la luminosit\u00e0 di tutto quanto sta intorno al nostro punto d\u2019interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi abbiamo compreso come la fotografia entra nella nostra mente e viene gestita permettendoci di riconoscere quanto in essa si trova e di dare un senso a tutti i suoi componenti, ma anche di come siamo in grado di focalizzare la nostra attenzione solo su uno in particolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa succede poi? Come ho detto prima i fenomeni innescati da uno stimolo visivo sono estremamente complessi e coinvolgono comunit\u00e0 di neuroni via, via sempre pi\u00f9 numerose e articolate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si innesca quello che tecnicamente viene denominato come <strong><em>\u201cModello operazionale-vettoriale degli assetti multipli paralleli\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto leggo lo scoramento negli occhi del lettore e la sua tentazione di chiudere qui la lettura, ma la realt\u00e0 \u00e8 piuttosto semplice da comprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto occorre pensare all\u2019encefalo come computer diviso in tante schede logiche dove, in ciascuna di esse, avvengono cose diverse, ma nello stesso tempo, pur elaborando informazioni, ciascuna indipendentemente dall\u2019altra, sono anche unite da connessioni logiche che permettono processi molto pi\u00f9 complessi ed estesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli assetti, cio\u00e8 le schede logiche, sono raggruppamenti di neuroni che cooperano tra di loro a eseguire una determinata funzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra questi riconosciamo:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>un <strong><em>assetto semantico<\/em><\/strong>, cio\u00e8 un gruppo di neuroni deputati a creare le immagini mentali, i cos\u00ec detti visemi;<\/li>\n<li>un <strong><em>assetto cognitivo-concettuale<\/em><\/strong>, con il compito di riconoscere gli oggetti e di collegarli al nome e al loro significato concettuale e a tutte le loro propriet\u00e0 culturali: i cos\u00ec definiti idemi;<\/li>\n<li>un <strong><em>assetto emozionale<\/em><\/strong>, cio\u00e8 l\u2019unione dei neuroni delle strutture filogeneticamente pi\u00f9 antiche (Cingolo, Talamo, Amigdala, Ippocampo, regione prefrontale) e comuni anche alle altre specie animali, il cui scopo \u00e8 di indurre un\u2019emozione;<\/li>\n<li>un <strong><em>assetto sensomotorio-corporeo,<\/em><\/strong> cio\u00e8 deputato a elaborare le sensazioni visuali in rapporto con il proprio corpo, come sua posizione nello spazio, e di indurre reazioni involontarie legato allo stato emotivo, come accellerazione del battito cardiaco, sudorazione, tremore ecc.<\/li>\n<li>un <strong><em>assetto pragmatico<\/em><\/strong>, la cui funzione \u00e8 quella di indurre azioni coerenti con l\u2019immagine osservata e con gli altri asseti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come avete potuto leggere un atto visivo innesca una serie di meccanismi estremamente complessi. Cos\u00ec la semplice visualizzazione di una fotografia innesca una serie di risposte che possiamo suddividere su due livelli: uno puramente emozionale e l\u2019altro concettuale idetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il livello emotivo \u00e8, come riferito sopra, comune anche agli animali e comporta l\u2019attivazione di strutture cerebrali filogeneticamente antiche, la cui funzione \u00e8 di attivare risposte immediate, automatiche che in associazione all\u2019assetto senso-motorio servono soprattutto a scopi di difesa ambientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne possiamo derivare che quando ci sentiamo dire che una fotografia \u00e8 bella perch\u00e9 regala una forte emozione, possiamo rispondere che anche un cane di fronte alla fotografia di una bella bistecca \u00e8 colto da una scossa emotiva non indifferente. Pertanto l\u2019utilizzo di questo metro valutativo riferito a una fotografia \u00e8 solo grezzo, primitivo e inefficace nel definire se una fotografia abbia un contenuto artistico o no. A riprova che quanto affermo \u00e8 vero basta verificare che alcuni studi di neurofisiologia hanno dimostrato che se a un soggetto viene mostrata la figura di un oggetto (esempio una pianta) si attivano prima gli assetti cognitivi e poi gli emozionali, mentre se gli viene mostrata la figura di una persona avviene l\u2019esatto contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora occorre che si dia la preferenza all\u2019attivazione dell\u2019assetto concettuale, il quale \u00e8 filogeneticamente recente e presente solo nell\u2019uomo (non mi riferisco ai neuroni specchio) per la lettura di una fotografia, quindi \u00e8 necessario che la persona deputata a leggere l\u2019immagine si liberi della parte esclusivamente emozionale e ricerchi la componente idetica contenuta nella fotografia, infatti essa soltanto contiene le corrette chiavi di lettura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La visione comporta a livello cerebrale l\u2019attivazione di ampie e complesse strutture anatomico-funzionali, seguita solo dalla verbalit\u00e0. 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