{"id":1054,"date":"2015-12-03T10:32:13","date_gmt":"2015-12-03T09:32:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=1054"},"modified":"2015-12-03T22:30:33","modified_gmt":"2015-12-03T21:30:33","slug":"il-teatrino-di-william-klein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/12\/03\/il-teatrino-di-william-klein\/","title":{"rendered":"IL TEATRINO DI WILLIAM KLEIN"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1038\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/11\/17\/paris-photo\/pc__0088\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PC__0088.jpg?fit=668%2C1000&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"668,1000\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;PIETRO COLLINI&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;@&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"PC__0088\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PC__0088.jpg?fit=200%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PC__0088.jpg?fit=668%2C1000&amp;ssl=1\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1038\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PC__0088.jpg?resize=200%2C300\" alt=\"PC__0088\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PC__0088.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PC__0088.jpg?w=668&amp;ssl=1 668w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Klein nasce a New York nel 1928, frequenta la scuola di pittura di Fernand L\u00e9ger. Approda alla fotografia pi\u00f9 per caso e curiosit\u00e0, che altro e, privo di ogni cognizione tecnica, comincia fotografare in modo fortuito vagabondando senza meta nella sua New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ironico e anticonformista con le sue fotografie rompe molte delle regole canoniche della fotografia di quel tempo. Inquadrature tagliate, storte o sgranate divengono per lui la normalit\u00e0, tanto che quando decide di raccogliere le sue immagini e presentarle ad alcuni editori per un libro:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>&#8220;Nel 1950 non riuscivo a trovare un editore americano per le mie immagini di New York&#8230; Tutti quelli cui ho mostrato le foto esclamavano &#8216;Questa non \u00e8 New York, troppo brutta, troppo squallida e troppo unilaterale&#8217; hanno anche detto &#8216;Questa non \u00e8 la fotografia, questa \u00e8 merda!'&#8221;.<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Klein giustifica il suo gusto anticonformista con la sua ignoranza nella gestione tecnica della macchina fotografia, ma nei suoi occhi furbi e ironici, che ho avuto la gioia di scrutare incontrandolo di persona a Parigi, ho colto consapevolezza e capacit\u00e0 tecniche non comuni, con alle basi una solida cultura artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua fotografia nulla \u00e8 casuale, tutto \u00e8 ben calcolato e finalizzato a produrre un\u2019immagine densa di contenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo girovagare per il mondo approda anche in Italia, intorno al 1959 gli anni della \u201cDolce vita\u201d, conosce anche Fellini con cui collabora alla fotografia di alcuni film. Ma soprattutto \u00e8 attratto dalla quotidianit\u00e0 della capitale e produce moltissime fotografie tra le quali questa di cui oggi cerco di farne una lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a class=\"img-lightbox\" href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/klein_roma.jpg\" title=\"\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-imagelightbox=\"0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\">\n<img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1055\" data-permalink=\"https:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/12\/03\/il-teatrino-di-william-klein\/klein_roma\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/klein_roma.jpg?fit=1000%2C687&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1000,687\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"klein_roma\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/klein_roma.jpg?fit=300%2C206&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/klein_roma.jpg?fit=1000%2C687&amp;ssl=1\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1055\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/klein_roma.jpg?resize=300%2C206\" alt=\"klein_roma\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/klein_roma.jpg?resize=300%2C206&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/klein_roma.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<\/a>\n<p style=\"text-align: justify;\">A una prima occhiata \u00e8 evidente come Klein abbia diviso il fotogramma su tre piani distinti: un primo piano con le sedie vuote, un secondo con le sedie e le persone e, infine, un terzo caratterizzato solo dalle sedie accatastate sul fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incredibilmente sembra di essere a teatro, le sedie in primo piano assumono la funzione di un sipario che si apre sulla scena dove stanno recitando gli attori, dietro i quali troviamo un fondale. E non \u00e8 un caso\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente le sedie in primo piano non hanno solo la funzione di rendere la sensazione di profondit\u00e0, ma aprono alla scena collocata nel secondo piano, funzionando come i teloni di un sipario: esattamente come a teatro. Perch\u00e9 di teatro si tratta. La vita \u00e8 una recita e gli attori sul palco recitano il ruolo di una quotidianit\u00e0 semplice e ironica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due uomini conversano amabilmente, mentre il terzo, incurante di loro, osserva con \u201cinteresse\u201d la signora elegante e particolarmente carina, mentre l\u2019uomo seduto di fronte a lei guarda altrove, quasi annoiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come attori sul palcoscenico i soggetti inquadrati da Klein recitano la loro parte alla perfezione esprimendo al meglio le interazioni psicologiche che intercorrono tra loro. E qui sta anche la bravura di Klein nell\u2019aver colto il momento migliore, nell\u2019esprimere la metafora della vita in cui si mescolano sottile umorismo e semplicit\u00e0, infatti tra i personaggi non si percepisce tensione, ma pacata rilassatezza e lo sguardo dell\u2019uomo sulla sinistra sembra accarezzare con voluttuoso desiderio la donna dell\u2019altro, rimandando a pensieri impuri, ma nello stesso tempo scanditi da sottile ironia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sfondo disegnato dalle sedie impilate, assume una valenza grafica, astratta. Chi, come me \u00e8 diversamente giovane, ricorda certamente quei muri di una volta, che presentavano disegni geometrici scavati a rilievo nel gesso dell\u2019intonaco, molto kitsch, immancabili sia nei locali eleganti, che nei teatri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019andamento sinuoso e ondeggiante del disegno conferisce energia e movimento alla scena, che altrimenti ci apparirebbe assai statica e anche monot\u00f2na. Il contrasto che crea vivacizza l\u2019istante che Klein ha colto, armonizzando masse e volumi e forme in un equilibrio perfetto tra staticit\u00e0 e dinamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita come una rappresentazione teatrale, ho richiamato sopra, e questo \u00e8 vero soprattutto per quell\u2019epoca in cui la \u201cRivista\u201d era lo spettacolo pi\u00f9 apprezzato. Il clich\u00e9 della prima donna, attorniata dai ballerini, in fondo, in questa fotografia \u00e8 riproposto molto bene, cos\u00ec come la vitalit\u00e0 di una societ\u00e0 benestante e spensierata proiettata verso il boom economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che cos\u00ec con semplicit\u00e0 e ironia, in una sola fotografia tutt\u2019altro che banale, Klein ha saputo raccontare una generazione, esprimendo al meglio le sue doti di genialit\u00e0, sensibilit\u00e0 e ironia, certamente non comuni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Klein nasce a New York nel 1928, frequenta la scuola di pittura di Fernand L\u00e9ger. Approda alla fotografia pi\u00f9 per caso e curiosit\u00e0, che altro e, privo di ogni cognizione tecnica, comincia fotografare in modo fortuito vagabondando senza meta nella sua New York. 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