{"id":57,"date":"2015-05-11T11:27:00","date_gmt":"2015-05-11T09:27:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=57"},"modified":"2015-05-11T11:27:00","modified_gmt":"2015-05-11T09:27:00","slug":"michele-masullo-gli-occhi-del-fiume","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/05\/11\/michele-masullo-gli-occhi-del-fiume\/","title":{"rendered":"MICHELE MASULLO: GLI OCCHI DEL FIUME"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/08-LATTRACCO.jpg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-imagelightbox=\"0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"49\" data-permalink=\"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/05\/11\/michele-masullo-gli-occhi-del-fiume\/08-lattracco\/\" 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un sax tenore, che penetrano in profondit\u00e0 nel cuore riscaldandolo con un mix di emozioni uniche.<br \/>\nMichele ama il \u201csuo\u201d fiume incondizionatamente e lui lo ricambia concedendosi con paesaggi unici, con le nebbie lievi e oniriche, con le luci calde e rassicuranti, con il fluire placido delle acque che tagliano la luce dell\u2019alba o cavalcano i tiepidi raggi del tramonto.<br \/>\nI suoi paesaggi sono di una semplicit\u00e0 disarmante: oggi abituati a trucchi elettronici, a iconografie da cartoni animati e a panorami improbabili, ci riesce difficile credere che le sue fotografie siano il frutto di un sapiente utilizzo della macchina fotografica in fase di ripresa.<br \/>\nQuesto si traduce in un profondo rispetto del paesaggio, da parte dell\u2019autore, che amplifica l\u2019emozione percepita dal fruitore alla vista di tanta armonia presentata nel suo naturale incanto.<br \/>\nOsservando le immagini si costata come lo spazio topologico si traduca in un perfetto equilibrio grafico nelle entit\u00e0 che lo compongono: acqua, terra, vapore, elemento umano e manufatti, s\u2019inseriscono tutti in un equilibrio perfetto di masse, geometrie astratte e sezioni auree.<br \/>\nCon pieno appagamento dell\u2019occhio, il senso dimensionale della profondit\u00e0 \u00e8 sempre proposto con grande maestria, senza eccessi, ma ben commisurato alla fisiologia della visione umana.<br \/>\nUna strana sensazione emana dalle sue fotografie.<br \/>\n\u00c8 come se lo spazio-tempo si dilatasse all\u2019infinito, come se il tempo fosse annullato e ci trovassimo a vivere in un eterno presente dove ogni cosa \u00e8 l\u00ec, immota, senza un futuro e priva della memoria di un passato.<br \/>\nL\u2019osservatore si trova a godere eternamente dell\u2019attimo, senza esserne mai sazio e il suo occhio vaga tra gli elementi dell\u2019inquadratura a cercare tra i pi\u00f9 intimi particolari il ricordo di un attimo felice, un profumo o lo sciabolare dell\u2019acqua lungo le rive.<br \/>\nIn alcune sue immagini i colori, anche quelli forti, si affacciano con pudore, come se avessero paura di distrarre la visione dall\u2019incantevole paesaggio.<br \/>\nIn altre lame di luce tagliano le ombre rivelando mondi incantati, ma non sono aggressive: accarezzano appena le piante e l\u2019uomo, quasi in un delicato abbraccio.<br \/>\nL\u2019uomo, che nei suoi paesaggi \u00e8 sempre solo, sembra immergersi in un rapporto intimo e profondo con il fiume e la natura, un rapporto \u201calla pari\u201d, senza soprusi o oppressori; quest\u2019uomo \u00e8 Michele immerso nella poesia e nell\u2019amore del suo Adda.<br \/>\nPur tuttavia i suoi paesaggi evocano solitudine e malinconia, ma questi sentimenti sono propri della \u201cgente dell\u2019Adda\u201d che vive con il suo fiume, stretto tra gli erti monti dell\u2019alta Lombardia, inverni interminabili e gelidi, estati a volte brevi e torride; contrasti che si riflettono nell\u2019animo dei suoi abitanti e nel loro carattere spigoloso, ma dal cuore generoso.<br \/>\nI paesaggi di Michele, nel loro insieme, sono come il Po per Cesare Pavese nella sua poesia:<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em>Crepuscolo di sabbiatori del Po in una casa in cima a una collina<\/em><br \/>\n<em>I barconi risalgono adagio, sospinti e pesanti:<\/em><br \/>\n<em>quasi immobili, fanno schiumare la viva corrente.<\/em><br \/>\n<em>E gi\u00e0 quasi notte: Isolati, si fermano:<\/em><br \/>\n<em>si dibatte e sussulta la vanga sott&#8217;acqua.<\/em><br \/>\n<em>D&#8217;ora in ora, altre barche sono state fin qui.<\/em><br \/>\n<em>I barconi nel buio discendono grevi di sabbia,<\/em><br \/>\n<em>senza dare una scossa, radenti: ogni uomo \u00e8 seduto<\/em><br \/>\n<em>a una punta e un granello di fuoco gli brucia alla bocca<\/em><br \/>\n<em>Ogni paio di braccia strascina il suo remo,<\/em><br \/>\n<em>un tepore discende alle gambe fiaccate<\/em><br \/>\n<em>e lontano s&#8217;accendono i lumi.<\/em><br \/>\n<em>&#8230;In distanza, sul fiume, scintillano i lumi<\/em><br \/>\n<em>di Torino. Due o tre sabbiatori hanno acceso<\/em><br \/>\n<em>sulla prua il fanale, ma il fiume \u00e8 deserto.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>come lui Michele \u00e8 un poeta del fiume e gli occhi del fiume.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michele \u00e8 un personaggio brusco, a volte spigoloso, chiuso e caparbio come le sue valli lombarde con i loro monti incombenti e ombrosi, ma dietro questa corteccia ruvida batte un cuore grande, che sprigiona una sensibilit\u00e0 e una grazia inaspettata e travolgente. 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