{"id":1177,"date":"2016-11-07T23:21:24","date_gmt":"2016-11-07T22:21:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/?p=1177"},"modified":"2016-11-07T23:25:47","modified_gmt":"2016-11-07T22:25:47","slug":"estetica-della-rappresentazione-quotidiana-in-fotografia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2016\/11\/07\/estetica-della-rappresentazione-quotidiana-in-fotografia\/","title":{"rendered":"ESTETICA DELLA RAPPRESENTAZIONE QUOTIDIANA IN FOTOGRAFIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1049\" data-permalink=\"http:\/\/www.fotocultura.eu\/blogw\/2015\/11\/23\/fotografia-come-emozione-no-grazie\/collini\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?fit=660%2C877\" data-orig-size=\"660,877\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1275133616&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Collini\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?fit=226%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?fit=660%2C877\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?resize=226%2C300\" alt=\"Collini\" width=\"226\" height=\"300\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1049\" align=\"left\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?resize=226%2C300 226w, https:\/\/i0.wp.com\/www.fotocultura.eu\/blogw\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Collini.jpg?w=660 660w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/>In questo mio breve articolo intendo analizzare l\u2019influenza che i mass-media hanno sulla produzione quotidiana di chi abitualmente \u00e8 definito <em>fotoamatore evoluto o professionista <\/em>e che nell\u2019economia della pubblicazione quotidiana d\u2019immagini, soprattutto in ambito web, produce ogni giorno un numero imponente di fotografie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso la qualit\u00e0, in termini di contenuti, di tali fotografie non \u00e8 particolarmente eccelsa quindi cercher\u00f2 di analizzare quale scambio culturale vi sia tra le immagini prodotta dai mass-media e dai fotografi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni immagine ha una sua funzione indicale, cio\u00e8 porta al suo interno due elementi fondamentali: il segno e il simbolo. Segno \u00e8 semplicemente quello che osserviamo sul piano della carta fotografica, il simbolo corrisponde all\u2019interpretazione cognitiva che noi diamo al segno e che spesso \u00e8 legato all\u2019ambiente culturale di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fotografia di un triangolo, ad esempio, nulla ci trasmette se non la forma geometrica, ma se questo triangolo \u00e8 fotografato come dipinto sull\u2019abside di una chiesa, allora per i cattolici \u00e8 interpretato come la personificazione di Dio, giacch\u00e9 in quest\u2019ambiente culturale assume tale ruolo di simbolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne deriva che la fotografia si pone come mezzo comunicativo dotato di ambiguit\u00e0 perch\u00e9 pur avendo una sua propriet\u00e0 di puro documento, incorpora anche significati nascosti che richiedono uno sforzo interpretativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora i mass-media hanno come scopo quello di trasmettere il simbolo in modo da renderlo facilmente interpretabile da tutti, anche da chi non possiede certamente un retroterra culturale di spessore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ottenere questo risultato essi utilizzano spesso delle immagini pubblicitarie o raramente anche non pubblicitarie, ma tutte caratterizzate da una comunanza di caratteristiche oggettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto sfruttano il quotidiano, cio\u00e8 utilizzano immagini in cui tutto sia facilmente riconoscibile: dagli oggetti familiari, a situazioni semplici come un tramonto, un paesaggio noto, una donna o un uomo che esprimano il meglio dei canoni estetici di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una parola ogni giorno ci sono sottoposte fotografie banali, dal contenuto ridondante, retorico e ideologicamente orientato, in grado di stimolare in chi le osserva una franca empatia, vincolata alla facile intuitivit\u00e0 dello spettatore nel riconoscere gli elementi che le compongono e dal messaggio simbolico pressoch\u00e9 privo di ogni valenza culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste fotografie sono sempre molto ben costruite e tecnicamente irreprensibili e quando sono presenti figure umane, queste presentano costantemente atteggiamenti stereotipati ed espressioni che trasmettono emozioni in modo semplice e immediato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In buona sostanza le fotografie in oggetto veicolano solo elementi simbolici in grado di essere letti e decodificati in modo elementare facendo costantemente leva su una base culturale di livello basso propria del target di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio modo di vedere, si \u00e8 venuta cos\u00ec a creare un\u2019estetica sociale di massa entro la quale circolano solo pochi e semplici canoni che continuamente replicano se stessi in un continuo generarsi di immagini tanto semplici, quanto mediocri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa fotografia di massa sia i fotoamatori, che i professionisti, spesso indulgono proponendo scatti culturalmente di livello molto modesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza mancano completamente dell\u2019aspetto metaforico e connotativo che sono propri della genialit\u00e0 intuitiva del fotografo con un solido retroterra culturale e in grado di tradurre il reale impresso sulla fotografia in una metafora da decrittare attraverso l\u2019analisi culturale dei simboli propri della sua appartenenza etnica e filosofica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo mio breve articolo intendo analizzare l\u2019influenza che i mass-media hanno sulla produzione quotidiana di chi abitualmente \u00e8 definito fotoamatore evoluto o professionista e che nell\u2019economia della pubblicazione quotidiana d\u2019immagini, soprattutto in ambito web, produce ogni giorno un numero imponente di fotografie. 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